Il 18 settembre 2026, a Pordenone, durante la terza giornata di Pordenonelegge, il giornalista Eugenio Giannetta ha presentato il suo libro-inchiesta "Corpo libero" (Add). Il volume si focalizza sull’anoressia maschile, un tema poco discusso. L’incontro ha approfondito il rapporto tra l'esperienza personale dell'autore, i disturbi della condotta alimentare e le testimonianze di esperti, pazienti e familiari.
L'impulso per il libro è nato da un episodio infantile di Giannetta: “A 9 anni ero in sovrappeso e un pediatra suggerì ai miei genitori una dieta.
In tre mesi tornai al peso forma ma iniziai a sentire una voce che, ogni volta che mangiavo, mi diceva: attenzione, potresti ingrassare”. Da questa esperienza, il giornalista ha sviluppato un’indagine sul disagio legato al corpo e all'alimentazione, distinguendola da un racconto autobiografico.
"Corpo libero": un'indagine sull'anoressia maschile
Giannetta ha ribadito l'impostazione del volume: “Non volevo scrivere un memoir, ma un'inchiesta”. Per questo, ha raccolto testimonianze di esperti, pazienti e familiari, concentrandosi sull'anoressia maschile, un tema poco discusso. L'autore ha specificato di non essere mai stato ricoverato per anoressia patologica, ma ha riconosciuto un disagio con il proprio corpo durante l'adolescenza, elemento che ha guidato la sua indagine.
Tra gli argomenti centrali di "Corpo libero" figurano il dismorfismo corporeo, la vigoressia, il ruolo di social media, famiglia e stigma. Il libro analizza come l'attenzione all'alimentazione sana possa sfociare in ossessione e disturbo. Nel contesto maschile, il disagio si manifesta anche con un'attenzione ossessiva per i muscoli e il controllo del grasso corporeo.
Dati e contesto dei disturbi alimentari in Italia
Durante la presentazione, Giannetta ha richiamato il dato di circa tre milioni di persone con disturbi della condotta alimentare in Italia. Stefano Tavilla, presidente della Fondazione Fiocchetto Lilla, ha evidenziato l'importanza del coinvolgimento dei familiari, sottolineando come i dati sui disturbi alimentari non considerino l'impatto sulle loro vite.