La Mostra del Cinema di Venezia, il 4 settembre 2026, ha visto presentare in concorso due opere cinematografiche che esplorano profonde forme di disagio umano. Si tratta di 15/18 A Place To Heal di Cedric Kahn e Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto, entrambi film che, pur con approcci diversi, mettono in luce le fragilità dell'animo umano. Il primo si addentra in un reparto neuropsichiatrico dedicato agli adolescenti, mentre il secondo segue il percorso di un veterano del Vietnam alle prese con un devastante trauma post-bellico e il tentativo di recuperare un rapporto con la realtà.

Il disagio giovanile in 15/18 A Place To Heal

Il film di Cedric Kahn, intitolato 15/18 A Place To Heal, è ambientato in un reparto di neuropsichiatria specificamente pensato per giovani di età compresa tra i 15 e i 18 anni, come suggerisce il titolo stesso. Qui, in un microcosmo di convivenza, si manifestano con forza sia le pulsioni autodistruttive sia una sorprendente vitalità giovanile. Il racconto dipinge un quadro complesso dei pazienti: ragazzi che affrontano la disforia di genere, altri segnati da rapporti familiari estremamente difficili, alcuni che vivono in mondi deliranti, come chi crede di comunicare con gli antichi Egizi. Non mancano poi chi lotta con problemi di immagine corporea, chi ha avuto scatti di rabbia violenta, arrivando a pugnalare un infermiere, e figure come Hannibal, confinato in una stanza protetta dove le sue urla riempiono l'aria.

Il regista sottolinea come un elemento comune a molte di queste condizioni sia la carenza di affetto, spesso radicata nelle dinamiche familiari.

La visione del reparto e la ricerca di Kahn

Kahn ha collegato questa sua ultima opera al filone dei suoi lavori precedenti, che hanno esplorato temi come le crisi esistenziali, la manipolazione, il condizionamento e l'influenza genitoriale. Inizialmente, il regista aveva considerato la psichiatria per adulti, ma ha poi optato per la neuropsichiatria adolescenziale con l'intento preciso di contrapporre alla durezza delle patologie una "forza vitale" intrinseca all'età e una forte energia relazionale. Il reparto, nel film, non è percepito solo come uno spazio di contenimento, ma viene definito da Kahn come "uno spazio collettivo di convivenza e lavoro condivisi", evidenziando un aspetto più comunitario e terapeutico.

La preparazione del film è stata meticolosa: Cedric Kahn e la sceneggiatrice Kahina Le Querrec hanno trascorso tempo in reparti reali, assistendo a colloqui individuali e familiari e partecipando a laboratori. Questi elementi di ricerca si riflettono nel film attraverso scene dedicate al teatro terapeutico e alle attività di creatività manuale, offrendo uno sguardo autentico sul percorso di guarigione e sull'arrivo di un giovane medico, entrato nella struttura dopo aver lavorato con pazienti adulti.

Il trauma post-bellico in Mr. Nelson, Did You Kill People?

Il secondo film in concorso, Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto, si ispira alla storia vera di Allen Nelson, un veterano afroamericano che si arruolò nei Marines e fu inviato in Vietnam nel 1966.

Al suo ritorno negli Stati Uniti, Nelson si trova ad affrontare un gravissimo trauma post-bellico che ha conseguenze devastanti sulla sua vita: compromette i rapporti familiari, la stabilità lavorativa e persino la sua abitazione. Il film segue il suo difficile percorso fino all'incontro con uno psicoterapeuta, che gli offre la possibilità di elaborare l'esperienza traumatica attraverso il racconto e la condivisione. Il lungometraggio si distingue per lo stile inconfondibile di Tsukamoto, noto per la sua crudezza, l'intensità sonora e le rappresentazioni spesso sanguinolente. Questa opera si inserisce coerentemente nel corpus dei suoi lavori precedenti dedicati alla guerra, come Fires on the Plain e Shadow of Fire, confermando la sua profonda riflessione sugli orrori e le cicatrici dei conflitti.