Il celebre dipinto L’Ortolano di Giuseppe Arcimboldo, custodito nella Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, è stato recentemente sottoposto a una sofisticata tomografia computerizzata presso la Humanitas University. Questa innovativa indagine, frutto della collaborazione tra l'istituzione museale cremonese e l'ateneo, si propone di svelare la complessa procedura tecnica con cui l'opera fu realizzata. Un obiettivo primario è la verifica dell'ipotesi che questo capolavoro possa rappresentare la prima "testa composita" creata dal celebre pittore.
Il progetto scientifico è stato condotto con meticolosa attenzione dal team del professor Andrea Laghi, docente presso Humanitas University e direttore del Dipartimento di Diagnostica dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas. Mario Marubbi, conservatore della Pinacoteca Ala Ponzone, ha sottolineato l'importanza di queste indagini per “determinare la procedura tecnico-esecutiva” dell'opera. Gli esami approfonditi mirano inoltre a chiarire la stratificazione attuale del supporto ligneo, analizzando gli effetti di precedenti interventi conservativi, e a consentire uno studio dettagliato della tavolozza e della natura specifica dei materiali impiegati dall'artista nel corso del XVI secolo.
La tecnologia all'avanguardia utilizzata per l'analisi è una Tac a conteggio di fotoni, nota anche come Photon-Counting CT.
Questo sistema avanzato è in grado di convertire in segnale elettrico l'energia dei singoli fotoni che raggiungono il rivelatore, dopo aver interagito con gli strati pittorici e con la tavola dell'opera. Il professor Laghi ha evidenziato la straordinaria capacità di questo macchinario di raggiungere una “risoluzione ad altissima precisione”, permettendo l'acquisizione di immagini della stratificazione del dipinto con uno spessore minimo di appena un quinto di millimetro, offrendo una visione senza precedenti della struttura interna dell'opera.
Il macchinario diagnostico è situato nel moderno Proton Building dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas, struttura inaugurata nel 2026 in occasione delle celebrazioni del trentennale dell'ospedale.
Il trasferimento temporaneo dell'opera dal museo al centro diagnostico è stato formalmente autorizzato come spostamento per indagini non invasive, con l'esecuzione prevista per il 12 settembre 2026. L'atto di tutela e valorizzazione, emanato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi, identifica il dipinto come Scherzo d’ortaggi (l’Ortolano), un olio su tavola risalente alla seconda metà del XVI secolo, con dimensioni di 35.8 x 24.2 cm, proprietà del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, inventario n. 211.
Un’opera piccola, ma centrale per leggere Arcimboldo
Il provvedimento della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi conferma l'importanza e la proprietà dell'opera, identificandola come appartenente al Museo Civico Ala Ponzone.
Questo piccolo ma significativo dipinto si rivela cruciale per una comprensione più profonda dell'arte di Giuseppe Arcimboldo, offrendo nuove prospettive sulla sua tecnica e sul suo approccio innovativo alla rappresentazione artistica attraverso le sue celebri teste composite. Le indagini in corso promettono di arricchire notevolmente la conoscenza su uno dei maestri più originali del Rinascimento.