A Trieste, il 15 settembre 2026, sono stati annunciati i finalisti del XXIII Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, un prestigioso riconoscimento dedicato ai lavori che mettono in luce le gravi violazioni dei diritti dell’infanzia in diverse parti del mondo. Giunto alla sua 23ª edizione, il premio ha visto la valutazione di ben 120 opere da parte della giuria presieduta da Marco Damilano, affiancato da Fabiana Martini in qualità di segretaria e da altri componenti. Tra queste, sono stati selezionati 21 lavori che compongono la rosa finale, distribuiti in sette categorie di concorso, con tre servizi finalisti per ciascuna.

I lavori selezionati affrontano una vasta gamma di contesti e problematiche, offrendo uno sguardo profondo sulle sofferenze dei minori. Tra i temi trattati figurano i drammatici “safari umani” durante l’assedio di Sarajevo, il persistente mancato diritto all’istruzione in Cisgiordania, il tragico traffico illegale di neonati in Armenia e la diffusa malnutrizione in Afghanistan. Vengono inoltre esplorati l’arruolamento dei bambini nella produzione di cocaina in Colombia, il fenomeno dei baby influencer come leva economica nel mondo digitale e la delicata questione della cancellazione della comunità Jenish in Svizzera. La selezione include reportage, scatti fotografici e podcast che documentano le violazioni inflitte ai bambini a causa di guerre, sfruttamento e crisi sociali in aree come l’Ucraina, Gaza e il Sudan.

La selezione della giuria e il ruolo del giornalismo

La rosa finale del premio comprende 21 opere, tra reportage approfonditi e scatti fotografici di grande impatto. I criteri che hanno guidato la giuria nella selezione hanno riguardato l'attenzione e la sensibilità dimostrate verso l’infanzia, oltre all'esperienza e alla professionalità dei giornalisti. Marco Damilano, presidente della giuria, ha descritto i bambini come “Bambini senza pace, in ogni parte del mondo; violati nei loro diritti”, sottolineando come siano diventati “target, obiettivo. A Gaza e in Cisgiordania, in Ucraina, ma anche in Libano, in Afganistan, a Cuba”. In un passaggio cruciale legato al processo di selezione, Damilano ha evidenziato il ruolo fondamentale del giornalismo indipendente nel portare l'attenzione sui più fragili e deboli della società.

I finalisti nelle categorie TV News e Reportage

Nella categoria TV News, i lavori finalisti sono stati:

  • Dario Artale, con il servizio “Sparare a un bambino costava di più”, per Realpolitik, Rete4.
  • Giammarco Sicuro, del TG3 Rai, con un servizio dedicato a un’intera classe di un villaggio della Cisgiordania impossibilitata a raggiungere la scuola.
  • Laura Aldorisio, di Newsroom Rai, con “Terre rare e minerali critici, la battaglia per il futuro”, un’inchiesta incentrata sulla corsa alle terre rare in Perù e Bolivia.

Per la sezione Reportage figurano Giulia Bosetti, di Spotlight, Rainews24, con “Piccoli artigiani di pace. I bambini strappn