Lo spettacolo Mare di ruggine - La favola dell’Ilva, scritto e diretto da Antimo Casertano, torna in scena al Piccolo Teatro Bellini di Napoli dal 29 settembre all’11 ottobre 2026. L'opera è un percorso teatrale che esplora la memoria collettiva, l’identità operaia, le lotte sindacali, la deindustrializzazione e le ferite sociali.
Il cast include Antimo Casertano, Daniela Ioia, Luigi Credendino e Francesca De Nicolais. La produzione è della Compagnia Teatro Insania. Casertano ha definito il lavoro "un viaggio tra memoria collettiva e identità operaia, tra lotte sindacali, deindustrializzazione e ferite sociali lasciate dal tempo", con l'obiettivo di dare voce a una generazione e stimolare la riflessione.
Calendario delle repliche
La programmazione di Mare di ruggine - La favola dell’Ilva al Piccolo Teatro Bellini si estende dal 29 settembre all’11 ottobre 2026. Il calendario prevede: martedì 29 settembre 21:00, mercoledì 30 settembre 18:00, giovedì 1 ottobre 21:00, venerdì 2 ottobre 21:00, sabato 3 ottobre 19:30, domenica 4 ottobre 18:30, martedì 6 ottobre 21:00, mercoledì 7 ottobre 18:00, giovedì 8 ottobre 21:00, venerdì 9 ottobre 21:00, sabato 10 ottobre 19:30 e domenica 11 ottobre 18:30. Ogni replica ha una durata di 80 minuti.
Il team creativo e tecnico: musiche originali di Paky Di Maio, disegno luci di Paco Summonte, costumi di Pina Sorrentino e scenografie di Flaviano Barbarisi. Giovanni Sanniola ha curato il laboratorio scene, Carlotta Bruni la cura del movimento e Lud Sciannamblo è il datore luci.
Rosa Lo Monte ha gestito la comunicazione web. La produzione esecutiva è della Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini; il progetto è della Compagnia Teatro Insania.
La narrazione della storia operaia
Al centro di Mare di ruggine - La favola dell’Ilva vi è una narrazione profonda, presentata come una favola che non è una favola. L'opera racconta la storia di un padre al figlio, intrecciando una vicenda familiare di cinque generazioni con la storia dello stabilimento Ex Ilva, poi Italsider di Bagnoli. Lo spettacolo pone la fabbrica al centro del racconto, esplorando il valore del lavoro e le implicazioni della perdita di un’identità industriale. L'intento è di stimolare una riflessione sulla necessità di ricostruire un senso comune e un futuro diverso.