Martina Ferragamo ha presentato alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il cortometraggio “Un passo alla volta”. Scritto da Martina Ferragamo stessa con Simone Coppo, che ne ha curato anche la regia, il film è una produzione Image Hunters che porta sullo schermo una narrazione profonda. La pellicola intreccia sapientemente il ricordo familiare, l’immaginazione e la ricerca dell’identità personale, avvalendosi di un cast di rilievo che include Margherita Buy, Francesco Colella e Francesco Centorame.

Un racconto tra realtà, memoria e immaginazione

Al centro del cortometraggio, Martina Ferragamo si cimenta in un doppio ruolo narrativo. Da un lato, interpreta se stessa, offrendo uno sguardo autentico sul suo percorso. Dall’altro, assume il ruolo di Wanda Miletti Ferragamo, la nonna che ebbe un ruolo fondamentale nella storia della celebre maison dopo la scomparsa di Salvatore Ferragamo. Questa scelta artistica non si limita a un semplice omaggio celebrativo, ma instaura un confronto diretto e significativo con una figura familiare di grande spessore.

Il film esplora la memoria non come un archivio statico, bensì come uno spazio dinamico e vivo, dove i legami privati si trasformano in materia narrativa.

Attraverso questa lente, il cortometraggio invita a interrogarsi su ciò che permane del passato, su ciò che si riceve in eredità e, soprattutto, su come si decide di plasmare e trasformare tale eredità in una scelta personale e consapevole.

La figura di Wanda Miletti Ferragamo nel progetto trascende la mera storia di un marchio. Essa incarna il percorso di una donna che fu chiamata a gestire con forza e determinazione famiglia, lavoro e importanti responsabilità. Martina, attraverso la sua interpretazione, cerca di avvicinarsi a questo modello di leadership femminile, mantenendo al contempo la propria prospettiva e il proprio sguardo. Il risultato è un’opera che fonde le radici profonde con le aspirazioni future, bilanciando il peso del passato con l’ineludibile bisogno di trovare e affermare una propria voce personale nel mondo.

Il cognome Ferragamo: un punto di partenza per l'identità

“Un passo alla volta” offre una riflessione intima e profonda sul rapporto con un cognome di risonanza internazionale e con tutto ciò che tale nome comporta. Il cortometraggio non presenta l’eredità familiare come un vincolo immutabile o un fardello, ma piuttosto come un territorio vasto e complesso da esplorare e attraversare attivamente. Martina Ferragamo affronta questo tema scegliendo il linguaggio che le è più congeniale, quello della recitazione, utilizzandolo per condividere una storia profondamente personale con il pubblico della Mostra di Venezia.

Il titolo stesso, “Un passo alla volta”, è emblematico e suggerisce un percorso graduale di scoperta e consapevolezza.

Non si tratta di una rottura netta con le proprie origini, ma piuttosto di una presa di coscienza che si sviluppa attraverso passaggi successivi, fatti di introspezione, dubbi e scelte individuali. Nel processo creativo del cortometraggio, emerge anche la stretta e proficua collaborazione con Simone Coppo, che si configura come un partner artistico sia nella fase di scrittura della sceneggiatura sia nella direzione del film. La dimensione personale e intima del racconto convive armoniosamente con una costruzione cinematografica attenta e ben strutturata, pensata per comunicare efficacemente il messaggio.