Si è concluso il ciclo di colloqui tra Salim El Koudri, 31 anni, e i periti psichiatrici incaricati di valutarne lo stato mentale. Questo terzo e ultimo incontro, avvenuto in carcere, chiude la fase degli accertamenti disposti nell'ambito dell'incidente probatorio relativo ai gravi fatti del 16 maggio 2026 nel centro di Modena. L'uomo è accusato di aver investito deliberatamente sette persone con la sua auto, un'azione che ha avuto conseguenze tragiche: una delle vittime, Monica Esposito, 55 anni, è purtroppo deceduta dopo due mesi di ricovero ospedaliero.
Dopo l'investimento, El Koudri avrebbe anche tentato di accoltellare coloro che erano intervenuti per immobilizzarlo.
La perizia psichiatrica, richiesta dalla Procura di Modena, è stata affidata dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) alle dottoresse Matilde Forghieri e Giuseppe Sartori. L'obiettivo di questo accertamento è la valutazione approfondita della condizione psichica dell'indagato, un passaggio cruciale che si inserisce nella fase di acquisizione degli atti preliminari al processo. I periti depositeranno le loro conclusioni definitive nelle prossime settimane, fornendo elementi essenziali per il prosieguo dell'iter giudiziario.
Il ruolo del consulente di parte e la posizione della difesa
L'avvocata Deborah De Cicco, legale che assiste il fratello della vittima Monica Esposito, ha confermato la partecipazione del consulente tecnico di parte, il dottor Alberto Caputo, all'ultimo colloquio svoltosi in carcere. La legale ha sottolineato l'importanza di questa presenza, dichiarando che «per la prima volta da quando è partita la valutazione psichiatrica dell'indagato nell'incidente probatorio il nostro consulente tecnico di parte, dottor Alberto Caputo ha potuto presenziare al colloquio in carcere, porre delle domande all'indagato e approfondire tutto il materiale acquisito». Questo ha permesso alla parte offesa di avere un coinvolgimento diretto nell'analisi delle condizioni mentali di El Koudri.
La difesa del fratello della vittima sostiene con fermezza la tesi di un'azione non casuale, ma cosciente e pianificata. L'avvocata De Cicco ha ribadito il convincimento della parte assistita: «Faremo valere nell'interesse del fratello della vittima quello che è il nostro convincimento – ha continuato – ovvero che si sia trattato di un'azione spietata ben congegnata ad opera di soggetto cosciente. Le modalità operative convergono verso questo assunto». In quest'ottica, la legale ha espresso l'auspicio che la Procura di Modena possa contestare l'aggravante della premeditazione e approfondire ogni possibile movente. Tra le ipotesi da considerare, si menzionano l'eventuale emulazione terroristica o un odio socio-politico, elementi che potrebbero delineare un quadro più completo delle motivazioni dietro il gesto.
Le tappe dell'incidente probatorio
L'incarico per la perizia psichiatrica nell'ambito dell'incidente probatorio era stato formalmente conferito l'11 giugno 2026. In quella data, Salim El Koudri aveva lasciato per la prima volta il carcere di Modena dal giorno del suo arresto, avvenuto subito dopo i fatti, per presenziare in tribunale alla prima udienza relativa a questo accertamento tecnico irripetibile. L'incidente probatorio rappresenta una fase cruciale per l'acquisizione di prove che non possono essere rimandate al dibattimento, garantendo la loro validità fin dalle prime fasi dell'indagine.