I nuovi scavi della Villa Romana di Positano, finanziati dal Ministero della Cultura, apriranno al pubblico a partire dalla fine di settembre, adottando la formula innovativa del “cantiere trasparente”. Questa iniziativa permetterà ai visitatori di seguire da vicino i lavori archeologici in corso, offrendo una prospettiva unica sul processo di scoperta e valorizzazione del sito, sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. L'annuncio è stato dato a Positano in occasione della 54ª edizione del Premio di danza Léonide Massine, un evento di prestigio diretto da Laura Valente, che è anche ideatrice del Premio Comunicare l’Arte, dedicato proprio alla promozione e alla conoscenza di tale patrimonio.
A comunicare questa importante novità sono state la sindaca Gabriella Guida e la soprintendente Anna Onesti.
Il cantiere trasparente e le nuove scoperte
La Villa Romana, una sontuosa residenza d’ozio, conserva al suo interno pregevoli affreschi in IV stile e testimonianze di resti medievali soprastanti. Già restaurata a partire dal 2018, la villa costituisce una parte fondamentale del percorso espositivo del Museo Archeologico Romano, la cui gestione è affidata al Comune di Positano. Con l’avvio degli scavi più recenti, il percorso di visita si arricchisce di una nuova e significativa tappa, pensata sia per i turisti sia per le attività didattiche che si svolgeranno durante l’anno. I reperti che emergeranno progressivamente da questi nuovi lavori saranno esposti direttamente in sito, rendendo l'esperienza ancora più immersiva e attuale.
Tra le prime e significative scoperte di questa fase di scavo spicca un tratto di muro realizzato in “opus mixtum”. Questa particolare tecnica costruttiva, che prevede la disposizione verticale dei laterizi, è stata subito indicata come un elemento di grande interesse per gli studiosi e gli archeologi. La possibilità di visitare il cantiere in corso stabilisce un collegamento diretto tra l'attività archeologica sul campo e il percorso museale già fruibile, consentendo di apprezzare in modo più completo le stratificazioni storiche della villa romana e delle strutture che l'hanno seguita nel tempo.
La storia millenaria della villa
La villa è situata in una posizione suggestiva, proprio sotto l’oratorio della Chiesa di Santa Maria Assunta.
La sua esistenza fu documentata per la prima volta nel 1758 da Karl Weber. Successivamente, Matteo della Corte avanzò l'ipotesi che potesse trattarsi della dimora di Posides Claudi Caesaris, un liberto dell'imperatore Claudio, noto per il suo ruolo nella costruzione di residenze di lusso. La riscoperta del complesso archeologico avvenne nel 2003, durante l'esecuzione di alcuni lavori edili.
Il Museo Archeologico Romano di Positano è frutto di una proficua collaborazione tra la Soprintendenza Abap di Salerno e Avellino, il Comune e la Curia Vescovile. Il percorso museale attuale permette di fruire dei risultati ottenuti da due importanti campagne di scavo, condotte rispettivamente tra il 2004 e il 2006 e tra il 2015 e il 2016. A una profondità di dieci metri, è stato portato alla luce un settore significativo della residenza, che include il triclinium.