A Trieste, il 15 settembre 2026, sono stati annunciati i finalisti del XXIII Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, dedicato a lavori giornalistici sull’infanzia e i diritti dei bambini. Le terne finaliste, per le sette categorie, sono state scelte tra 120 opere dalla giuria presieduta da Marco Damilano. I temi affrontati includono: i safari umani durante l’assedio di Sarajevo, il mancato diritto all’istruzione in Cisgiordania, il traffico illegale di neonati in Armenia, la malnutrizione in Afghanistan, l’arruolamento dei bambini nella produzione di cocaina in Colombia, i baby-influencer come leva economica online e la vicenda della comunità Jenish in Svizzera.

La giuria, con Fabiana Martini segretaria e altri componenti, ha basato la scelta su criteri di attenzione e sensibilità per l’infanzia, esperienza e professionalità. Il presidente Damilano ha sintetizzato i lavori con l’espressione: “Bambini senza pace, in ogni parte del mondo; violati nei loro diritti”, richiamando contesti come Gaza, Cisgiordania, Ucraina, Libano, Afghanistan e Cuba.

Le terne finaliste tra TV, reportage e radio

Nella categoria TV News, figurano Dario Artale, con Marta Eleonora Rigoni e Giulia Dedionigi, per Realpolitik di Rete4, con “Sparare a un bambino costava di più”, sul tema dei cecchini durante l’assedio di Sarajevo. Tra i finalisti anche Giammarco Sicuro (TG3 Rai), con “Un’intera classe di un villaggio della Cisgiordania impossibilitata a raggiungere la scuola”, che evidenzia le difficoltà nell’accesso all’istruzione.

Completa la terna Laura Aldorisio, conGianni Farina e Daniele Babbo, per Newsroom Rai, con “Terre rare e minerali critici, la battaglia per il futuro”, un’inchiesta da Perù e Bolivia sull’impatto dell’estrazione del rame sulle popolazioni locali.

Per la sezione Reportage, sono stati selezionati Giulia Bosetti (Spotlight, Rainews24), con Umberto Colferai, per “Piccoli artigiani di pace. I bambini strappati alla produzione di coca e ai gruppi armati”, sul tema della Colombia. Tra i finalisti anche Emily Menguzzato con “Campi anticamorra” (Il Manifesto), incentrato sulla Terra dei Fuochi. Infine, tra i nomi di spicco figura Barbara Schiavulli.