I Comuni di Roscigno e Bellosguardo, nel Salernitano, hanno avviato il progetto “Tracce - Archeologie visibili e invisibili”. L'iniziativa mira a valorizzare il patrimonio archeologico degli Alburni, rendendo accessibili reperti e testimonianze non fruibili. Inserito nel bando “Cultura nei piccoli comuni” del Ministero della Cultura, il programma unisce i due territori per la conoscenza, la tutela e la divulgazione del patrimonio storico-archeologico.
Il progetto “Tracce” connette i patrimoni archeologici di Roscigno e Bellosguardo tramite ricerca scientifica, percorsi espositivi, contenuti audiovisivi e strumenti digitali.
Roscigno, Comune capofila, potenzia conoscenza e fruizione del sito. Bellosguardo mira a rendere accessibili beni e reperti finora non visibili. L'iniziativa coinvolge enti di ricerca, Terzo Settore e realtà locali, creando sinergia.
Un asse culturale per gli Alburni
L'obiettivo è creare un percorso condiviso per conoscenza e valorizzazione delle testimonianze archeologiche. Le nuove tecnologie, con audiovisivi ed esposizioni, ampliano accesso e divulgazione. L'iniziativa si inserisce nelle politiche di rigenerazione culturale delle aree interne, rafforzando la collaborazione tra Roscigno e Bellosguardo con un sistema sinergico sul patrimonio storico e archeologico degli Alburni.
Nel quadro operativo, la cooperazione tra Roscigno e Bellosguardo stabilisce un asse culturale sulle peculiarità archeologiche locali.
A Roscigno, il programma potenzia conoscenza e accessibilità dello storico sito archeologico, con attenzione a esposizione e coinvolgimento comunitario. A Bellosguardo, l'accordo integra beni e reperti non fruibili in un percorso collegato al sistema comune, ampliando l'offerta culturale.
Il finanziamento e il quadro economico
Il progetto “Tracce – Archeologie visibili e invisibili” ha un quadro economico di 40.000 euro. Di questi, 32.000 euro sono finanziamento ministeriale dal bando “Cultura nei piccoli comuni”, e 8.000 euro sono cofinanziamento locale, diviso tra i Comuni. Roscigno, Comune capofila, è referente principale verso il Ministero della Cultura, coordinando l'iniziativa. Tale struttura evidenzia l'impegno congiunto per la valorizzazione archeologica degli Alburni.