The Duskbloods, l'attesissima esclusiva per Nintendo Switch 2 sviluppata da FromSoftware e diretta da Hidetaka Miyazaki, ha recentemente offerto le sue prime impressioni dopo una sessione di prova chiusa. Questo progetto si rivela un'esperienza competitiva ben più articolata della semplice etichetta PvPvE, puntando su un multiplayer strategico profondo. La sessione, svoltasi negli uffici dello studio a Tokyo, ha permesso ai partecipanti di immergersi per circa otto ore nella stessa build del network test. Il cuore pulsante del gameplay vede otto giocatori, ognuno nei panni di un Bloodsworn, impegnati a raccogliere la preziosa Virtue e a sopravvivere fino allo scontro finale.
Dinamiche di gioco: otto giocatori e una corsa strategica
Ogni partita di The Duskbloods si articola in tre fasi distinte, ciascuna della durata di circa otto minuti, culminando poi in una decisiva chiusura in arena. L'intera esperienza si avvicina così ai 30 minuti. Le eliminazioni avvengono progressivamente: dopo la seconda fase, i due giocatori con il punteggio più basso vengono estromessi, seguiti da altri tre al termine della terza fase. I tre Bloodsworn rimasti si contendono la vittoria finale nel Moon Blood Bestowal. La Virtue, elemento chiave per il progresso, non si ottiene unicamente attraverso i duelli diretti. I giocatori possono accumularla anche sconfiggendo nemici controllati dal gioco, abbattendo boss, completando obiettivi a tempo, partecipando a zone rituali e scoprendo segreti nascosti nella mappa.
Questa varietà di approcci permette di avanzare anche adottando uno stile di gioco meno aggressivo, privilegiando l'esplorazione, il tempismo e una profonda conoscenza dell'ambiente di gioco.
Un combattimento dinamico e versatile
Il sistema di combattimento di The Duskbloods evoca le sensazioni di titoli iconici come Bloodborne ed Elden Ring Nightreign, ma introduce una mobilità decisamente più marcata. I Bloodsworn possono eseguire salti multipli, alternare fluidamente armi da mischia e attacchi a distanza, e sfruttare un repertorio di abilità speciali. Un elemento distintivo è la possibilità di affidarsi ai Kin, compagni controllati dall'intelligenza artificiale che affiancano il giocatore e si evolvono nel corso del match, offrendo un supporto tattico prezioso.
Durante la build di prova, erano disponibili sei personaggi giocabili, con la promessa di un roster finale che supererà i dieci. Ogni personaggio è progettato per offrire approcci strategici diversi: alcuni eccellono nel combattimento dalla lunga distanza, altri sono maestri nel corpo a corpo, mentre altri ancora sfruttano trasformazioni uniche o strumenti più eccentrici per dominare il campo di battaglia.
Prime impressioni: potenziale e margini di miglioramento
La mappa esplorata durante la beta, Lowanro City, si distingue per la sua marcata verticalità, offrendo un intricato labirinto di tetti, strade, paludi, sotterranei e una suggestiva cattedrale. Il level design è stato concepito per incentivare la scoperta di percorsi alternativi, risorse nascoste e punti di vantaggio strategici, evitando che le partite si riducano a un mero inseguimento tra giocatori.
Nonostante le molteplici qualità, la prova ha evidenziato alcuni nodi tecnici che necessitano di rifinitura. L'aggancio del bersaglio e la gestione della telecamera possono talvolta mostrare difficoltà contro avversari particolarmente rapidi, mentre l'obiettivo di mantenere i 60 fps non sempre si rivela stabile nelle situazioni più affollate e concitate. Nel complesso, The Duskbloods si presenta come un titolo che cerca di ridefinire il genere, puntando su un'esperienza ricca e coinvolgente.