A Pordenonelegge, il 18 settembre 2026, lo storico dell’arte e scrittore francese Thomas Schlesser ha presentato Il gatto del giardiniere, pubblicato da Longanesi. L’incontro ha messo al centro il valore della poesia nella vita e nelle relazioni. Schlesser ha definito la poesia con una formula che riassume il suo intervento: «La poesia è un'arma debole; un'arma irrisoria, ma è un'arma che alimenta lo spirito di resistenza».

Dopo Gli occhi di Monna Lisa, libro dedicato all’arte visiva, Schlesser ha spiegato di aver scelto di porre al centro la scrittura in versi, indicandola come la passione più antica e reale della sua vita.

Nel nuovo volume, la poesia e la lettura entrano in rapporto diretto con l’esistenza e accompagnano l’attraversamento delle zone più oscure dell’esperienza umana. L’autore ha riassunto il suo rapporto con i versi con un’altra espressione centrale: «Per me la poesia è un'esperienza esistenziale».

La dimensione politica e personale della poesia

Nel confronto con il pubblico, Schlesser ha insistito sulla dimensione politica della poesia. La scrittura in versi, nella sua ricostruzione, ha creato comunità e valori condivisi fin dalle origini, contribuendo alla formazione delle lingue, con il riferimento al volgare di Dante. Ha collegato questa funzione alla capacità dei versi di sostenere uno spirito di resistenza e di far percepire la presenza di valori comuni con gli altri.

In questo quadro ha richiamato i contesti di guerra o repressione, citando Ucraina e Iran come luoghi nei quali tale funzione emerge con particolare forza.

Schlesser ha ricondotto la propria passione per la poesia a un percorso non scolastico. Ha ricordato di non essere stato un buon alunno e ha indicato negli incontri casuali e nelle letture personali dei poeti del Novecento l’origine del suo rapporto con i versi. La poesia, nella sua esperienza, non resta confinata alla pagina: passa attraverso voce, memoria e corpo. L’autore ha descritto la recitazione come una pratica orale nella quale il testo si incarna.