La giornata del 6 settembre 2026 alla Mostra internazionale del cinema di Venezia ha visto protagonista il regista Andrea Pallaoro con il suo film The Echo Chamber. L'opera, un adattamento dell'ultima sceneggiatura del maestro Bernardo Bertolucci, è il secondo titolo italiano a competere tra i film in concorso. Il cast stellare include Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, che danno vita a una storia intensa che esplora amore, dipendenze e la possibilità che i finali possano trasformarsi in nuovi inizi. Pallaoro ha sottolineato la "grande responsabilità" di lavorare su un testo di Bertolucci, evidenziando come i temi trattati nel film siano profondamente vicini alla sua visione dell'individuo, della coppia e delle complesse sfumature dell'amore.

The Echo Chamber: tra dolore e rinascita

In The Echo Chamber, Luca Marinelli interpreta Leo, un produttore musicale inquieto, tormentato da un profondo dolore fisico che lo spinge verso la dipendenza da farmaci. Al suo fianco, troviamo Anne, la giovane fisioterapista interpretata da Alicia Vikander, che si mostra inizialmente più coinvolta nella relazione. L'attrice Susan Sarandon veste i panni di Ava, una star della canzone che funge da figura di confidenza e ispirazione per il protagonista. Durante l'incontro veneziano, Sarandon ha colto l'occasione per parlare della propria indipendenza pubblica e del suo sostegno alla causa palestinese, raccontando le conseguenze professionali del boicottaggio che, a suo dire, subisce da anni.

Woman Unknown: il segreto e il controllo sui corpi femminili

La stessa intensa giornata veneziana ha offerto spazio anche alla regista May el-Toukhy, cineasta danese di origini egiziane, in concorso con il suo film Woman Unknown. La pellicola narra la vicenda di Marie, interpretata da Mathilde Arcel, una domestica e bambinaia nella Danimarca dell'immediato dopoguerra. Marie è prossima a sposare Christian, il ricco vedovo per cui lavora, ma un segreto rischia di distruggere la sua nuova vita. La protagonista si trova così ad affrontare una serie di scelte sempre più definitive nel tentativo di impedire che la verità emerga. La regista ha apertamente definito la scarsa presenza di cineaste in gara come un "problema strutturale", aggiungendo di aver riscontrato difficoltà simili lungo tutta la carriera.

L'ispirazione per Woman Unknown è nata da una potente immagine: quella di una donna seduta su una panchina, con i vestiti strappati e una svastica dipinta sulla schiena, una fotografia riproposta da un giornale danese. Questa immagine è stata percepita dalla regista come un materiale da interrogare per ricostruire il tema del controllo esercitato sui corpi femminili. Nella medesima cornice veneziana, il tema è tornato sul red carpet.

La Mostra ha inoltre presentato Possible Love di Lee Chang-dong e il documentario di Wim Wenders dedicato a Peter Zumthor, arricchendo ulteriormente il programma.