Accademia Bizantina e il suo direttore Ottavio Dantone presentano il terzo capitolo del progetto discografico Imprinting, interamente dedicato a Ludwig van Beethoven e Franz Schubert. Il nuovo album, intitolato Imprinting #3: Beethoven & Schubert, sarà disponibile dal 16 ottobre 2026 e propone due opere fondamentali del repertorio sinfonico: la celebre Sinfonia n. 5 di Beethoven e la Sinfonia n. 4 “Tragica” di Schubert. Questo nuovo lavoro si inserisce nel percorso intrapreso dall'ensemble, originariamente specializzato nel repertorio barocco, che ora esplora la musica a cavallo tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento.
Il progetto Imprinting, avviato in occasione del quarantennale di Accademia Bizantina, si concentra su un periodo di transizione musicale in cui i linguaggi classici e romantici coesistevano, influenzati da pratiche esecutive e forme espressive ereditate dal passato. Questo terzo disco segue i precedenti successi della serie: il primo capitolo ha esplorato la Sinfonia n. 4 “Italiana” di Felix Mendelssohn e la Sinfonia n. 3 “Renana” di Robert Schumann, mentre il secondo è stato dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart e Franz Joseph Haydn, con le loro sinfonie Jupiter e London.
Nel nuovo album, l'orchestra affronta la Quinta di Beethoven, con il suo iconico attacco, e la Quarta “Tragica” di Schubert.
Quest'ultima sinfonia, in particolare, segna una direzione che il compositore avrebbe poi sviluppato ulteriormente in opere come l'Incompiuta e la Sinfonia Grande, oltre ai lavori degli ultimi anni. L'attenzione dell'ensemble non si limita alla partitura, ma si estende alla capacità di restituire, attraverso l'esecuzione, quegli elementi espressivi che il testo musicale non può fissare in modo completo.
Il direttore Ottavio Dantone spiega che l'idea alla base di Imprinting è quella di studiare il linguaggio classico e romantico considerando sia gli elementi di cambiamento sia quelli di continuità. Da un lato, il progetto analizza le trasformazioni estetiche e filosofiche che hanno caratterizzato i diversi periodi; dall'altro, indaga la persistenza di gesti, atteggiamenti espressivi e pratiche maturate nelle generazioni precedenti.
In questa prospettiva, la ricerca filologica e la consolidata esperienza nella musica antica diventano strumenti essenziali e preziosi anche per l'interpretazione di repertori più moderni, consentendo di riconoscere e valorizzare le intenzioni originali dei compositori.