Il 2 ottobre 2026, ad Ancona, il Consiglio regionale delle Marche ha promosso un convegno presso il complesso di San Francesco ad Alto, incentrato sul messaggio universale di San Francesco, il dialogo interreligioso e la non violenza. Monsignor Angelo Spina, arcivescovo di Ancona e Osimo, e padre Ferdinando Campana hanno esortato gli studenti a un cambio di prospettiva, fondato su pace, dialogo e fraternità, quale chiave per affrontare i conflitti tra nazioni e individui.

L'evento, seconda tappa del progetto "Francesco nelle Marche, terra dei fioretti - 800 anni" del Consiglio regionale, ha avuto il dialogo interreligioso come fulcro.

Moderato dal giornalista Claudio Sargenti, ha visto la partecipazione di Marco Ascoli Marchetti, presidente della Comunità ebraica di Ancona, e un messaggio scritto da Mohamed Nour Dachan, rappresentante della Comunità islamica.

Il richiamo al viaggio di San Francesco da Ancona

Due classi dell'Istituto Savoia Benincasa hanno partecipato all'iniziativa. Il presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, ha invitato gli studenti "ad agire nel presente e nel futuro seguendo il messaggio di San Francesco", richiamando il suo gesto di ottocento anni fa: la partenza da Ancona per incontrare il sultano Malik al-Kamil in Terra Santa, senza armi né scorta, per invocare la pace. Un esempio storico di dedizione alla non violenza.

Il convegno ha anche esplorato il "Cantico delle Creature", evidenziando il legame tra l'uomo e ogni essere vivente. Monsignor Spina ha esteso il concetto all'uguaglianza umana oltre le differenze religiose, affermando che "se pure gli uomini sono differenti nelle religioni sono uguali nell'umanità e uniti nella pace". Ha poi richiamato il quadro attuale delle guerre, menzionando 103 conflitti e i miliardi spesi in armamenti, sottolineando il legame intrinseco tra bene e pace tra gli uomini.

Il progetto "Francesco nelle Marche"

Il progetto "Francesco nelle Marche, terra dei fioretti - 800 anni" celebra l'ottavo centenario del transito di San Francesco, mirando a valorizzare la ricca eredità culturale, spirituale e storica che il Santo ha lasciato nel territorio marchigiano.