Il Grand Palais di Parigi si è trasformato in un cielo notturno, attraversato dal volo di decine di grandi gabbiani, per accogliere la sfilata della collezione Primavera/Estate 2025 di Chanel, firmata da Matthieu Blazy. Il direttore creativo, che dal 2025 guida la maison, ha costruito il suo debutto attorno a Gabrielle Chanel e ai molteplici volti della fondatrice, trasformando l’allestimento e gli abiti in un racconto di identità, libertà e memoria sartoriale.

Al centro della collezione vi è Gabrielle “Coco” Chanel, osservata non come icona statica, ma come figura in costante movimento.

Blazy ha sintetizzato questo percorso con l’idea che «le donne diventano molteplici identità» e ha parlato di «le donne dentro una donna», riconducendo il discorso a Gabrielle, la donna che divenne Chanel. La collezione ripercorre così la giovane Gabrielle attraverso le diverse donne Chanel che sarebbe diventata, in un gioco di stratificazioni dove ogni immagine ne contiene un’altra, e ogni capo reca tracce di abiti precedenti e passaggi successivi.

Ilracconto sartoriale prende avvio dalle costrizioni della corsetteria e della sartoria edoardiana, prima accettate e poi audacemente contestate, per giungere alle idee riconfigurate del tailleur, ora indossato con leggerezza e disinvoltura. Blazy ha ripercorso gli esordi di Gabrielle fino agli anni finali della sua carriera: inizialmente, compaiono riferimenti alla biancheria intima in jersey, mentre il lavoro sul tailleur del dopoguerra ha portato l’abito a contatto con il corpo, quasi come una seconda pelle, leggero come un profumo.

La sfilata ha enfatizzato il passaggio dalla costruzione alla decostruzione. La sartoria maschile è entrata nel guardaroba femminile attraverso abiti formali da uomo, da giorno e da sera, tagliati a vivo come gilet, abbinati a pantaloni o trasformati in tailleur con gonna a tubino. Questo scambio tra codici maschili e femminili attraversa anche gli abiti da sera ispirati agli anni Trenta, con paillettes, tagli in sbieco, lavorazioni a maglia e ricami di perline, concepiti con la facilità d’uso di una t-shirt.

Il volo come scenografia e tema della collezione

L’allestimento del Grand Palais non è stato solo un fondale, ma un elemento narrativo. I gabbiani in volo, che hanno popolato il cielo notturno della scenografia, hanno simboleggiato la libertà e l’evoluzione, temi della collezione.

Hanno richiamato il percorso di Gabrielle Chanel, figura che si liberò dalle convenzioni e reinventò l’identità femminile con la moda. Il volo è metafora di trasformazione e superamento dei confini, riflettendo la visione di Matthieu Blazy di rendere la storia di Chanel viva e contemporanea.