Lo scrittore Erri De Luca, presente alla Festa del Cinema di Roma per l'anteprima del film tratto dal suo libro I pesci non chiudono gli occhi, ha offerto una sua interpretazione delle proteste giovanili che animano le piazze italiane ed europee. Secondo De Luca, queste mobilitazioni rappresentano la nascita di una nuova forma di democrazia, caratterizzata da una partecipazione politica che emerge dal basso.
La nuova democrazia dal basso: autoconvocazione e reti
Questa nuova dinamica si manifesta con i giovani che si autoconvocano, scelgono autonomamente le proprie parole d’ordine e costruiscono reti di collegamento tra situazioni simili.
Attraverso queste azioni, le nuove generazioni prendono coscienza di una forza d'urto collettiva che prima non percepivano. De Luca sottolinea come adolescenti e studenti si organizzino discutendo nelle scuole e nei licei, arrivando anche a occupare università, dimostrando una capacità di mobilitazione senza un centro unico.
Rischi e autodifesa nei cortei
A questa energia partecipativa, tuttavia, si associa una doppia vulnerabilità. Da un lato, le manifestazioni sono esposte alla repressione delle istituzioni. Dall'altro, esiste il concreto rischio di infiltrazioni nei cortei da parte di individui il cui unico interesse è provocare danni, compiere saccheggi o deviare le ragioni autentiche delle proteste con azioni estranee agli obiettivi originali.
Richiamando la propria esperienza giovanile, De Luca suggerisce una risposta organizzativa. Ricorda che nelle mobilitazioni della sua generazione, oltre alla pressione di polizia, fascisti e magistratura, si presentava il problema delle infiltrazioni. In quel contesto erano nati “servizi di autodifesa” per impedire iniziative individuali dannose. Oggi, lo scrittore propone la creazione di cordoni di protezione organizzati dal basso, capaci di tutelare il percorso della manifestazione da chi vi si unisce solo per compiere danneggiamenti.
Il presente dei giovani e le radici della protesta
Lo scrittore evidenzia inoltre la percezione immediata dei ragazzi, che a 15-16 anni non pensano al futuro lontano, ma al presente.
La mobilitazione, nella sua visione, serve primariamente al momento attuale, con effetti sul futuro che si manifesteranno in seguito. Per spiegare come una protesta possa nascere da un fatto apparentemente limitato, De Luca ha richiamato esempi storici di mobilitazione, come le lotte alla Fiat di anni passati.