Il 2 ottobre 2026, il Teatro delle Muse di Ancona ha ospitato il trionfale debutto de L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, inaugurando con successo la stagione lirica 2026. La nuova produzione della Fondazione Muse ha riscosso unanime consenso, culminato in lunghi applausi tributati sia agli interpreti che all’innovativo impianto scenico. Quest'ultimo, ideato da Giuseppe Dipasquale, ha sapientemente trasposto il celebre melodramma giocoso in un suggestivo ranch americano degli anni Sessanta.
Il pubblico ha accolto con particolare entusiasmo i due protagonisti principali: Maria Laura Iacobellis, che ha vestito i panni di Adina, e Giuseppe Infantino, interprete di Nemorino.
La loro performance ha contribuito a valorizzare la natura ibrida dell'opera donizettiana, spesso riconosciuta per le sue profonde venature sentimentali e malinconiche. Queste sfumature, infatti, trascendono la struttura comica tradizionale, spingendosi oltre i confini più prevedibili dell'opera buffa e avvicinando il titolo a un'opera semiseria.
Ampio apprezzamento è stato riservato anche agli altri membri del cast: Vittorio Prato nel ruolo di Belcore, Maharram Huseynov come Dulcamara ed Eleonora Boaretto nei panni di Giannetta. La direzione musicale, affidata ad Aram Khacheh sul podio dell’Orchestra Sinfonica Gioachino Rossini, ha proposto la versione integrale dell’opera, includendo le ripetizioni e gli abbellimenti originali previsti da Donizetti.
L'eccellente esecuzione è stata impreziosita dal contributo del Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini, preparato con maestria da Christian Starinieri, che ha completato l'imponente quadro musicale della produzione.
La visione artistica di Giuseppe Dipasquale, direttore artistico di Marche Teatro, si è manifestata non solo nella regia, ma anche nella cura delle scene e delle luci. L’allestimento ha immerso la vicenda in un'autentica dimensione rurale americana, caratterizzata da una scenografia fissa composta da una palizzata in legno, arricchita da balle di fieno e da pochi, ma significativi, oggetti che richiamano il lavoro quotidiano della fattoria. I costumi, disegnati da Stefania Cempini, hanno mantenuto una coerenza stilistica impeccabile con l'ambientazione, creando un contesto visivo semplice e fedele all'idea di un ranch anni Sessanta.
La trama nella cornice del ranch americano
Questa peculiare scelta scenica ha saputo esaltare una narrazione intrisa di equivoci, travestimenti e sentimenti primari. La storia segue Nemorino, un contadino povero e impacciato, nel suo tentativo di conquistare Adina, una fittavola dal carattere capriccioso. Per raggiungere il suo scopo, Nemorino si affida a un presunto filtro magico, vendutogli dal ciarlatano Dulcamara. L’elisir si rivela essere, in realtà, una semplice bottiglia di bordeaux. Tuttavia, il vino infonde al giovane una sicurezza inaspettata, portandolo a manifestare un atteggiamento di distacco verso Adina, innescando così una serie di eventi.