Il regista Emmanuel Marre ha presentato alla Festa del Cinema di Roma il suo film Un uomo del suo tempo, titolo italiano di Notre salut. L'opera, già premiata a Cannes per la migliore sceneggiatura, è attesa nelle sale italiane grazie a I Wonder Pictures e ha ricevuto a Roma il premio Gillo Pontecorvo. Durante la presentazione, Marre ha collegato i temi centrali del film alla situazione politica contemporanea in Francia, esprimendo profonda preoccupazione per gli eventi recenti.

Il cineasta ha dichiarato di vivere “molto male” quanto sta accadendo in Francia, riferendosi in particolare alla repressione delle proteste e all’uso di flash-ball, proiettili di gomma, anche contro minorenni.

Marre ha contestato fermamente l’idea che la tranquillità pubblica possa giustificare qualsiasi misura, sottolineando come il governo francese abbia ordinato di sparare con flash-ball su minori di diciotto anni e, richiamando la violenza avvenuta a Parigi, abbia vietato le manifestazioni. Per il regista, il nodo politico cruciale risiede nella disponibilità a comprimere libertà e dissenso quando la sicurezza diventa l’argomento principale per giustificare tali azioni. Ha inoltre esteso la sua riflessione al rapporto con l’estrema destra, suggerendo che tentare di placarla sia una strategia i cui limiti sono già stati dimostrati dalla storia.

Un film ispirato alla storia familiare

Un uomo del suo tempo trae ispirazione da una vicenda familiare del regista.

Il film si sviluppa nel settembre 1940 e segue Henri Marre, interpretato da Arlaud, bisnonno del regista, mentre giunge da solo a Vichy. In quel periodo, il regime collaborazionista del maresciallo Pétain stava prendendo forma. Convinto di poter contribuire a risollevare la Francia dalla sconfitta, Henri entra al servizio della nuova amministrazione, adottandone i metodi e cercando di rendersi indispensabile. Il percorso del protagonista diventa così un punto di osservazione su una scelta individuale inserita in un contesto storico segnato dalla collaborazione e dalla perdita di autonomia morale.

Marre ha chiarito che il parallelo tra il passato del film e il presente non è un esercizio astratto.

Per lui, “la politica è, prima di tutto, ciò che viviamo ogni giorno” e le sue conseguenze sono visibili nella vita quotidiana. Il regista ha osservato che in Francia si voterà tra sei mesi e la domanda fondamentale da porsi non riguarda soltanto chi vincerà, ma quali siano.