Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ha offerto la sua prospettiva in occasione della presentazione del Rapporto Aiam 2025. Il documento, intitolato "Il valore dell’investimento pubblico", è stato al centro del suo intervento del 21 ottobre 2026. Mollicone ha rimarcato come questo rapporto si configuri quale strumento essenziale per guidare le future scelte legislative nel comparto della musica e dello spettacolo dal vivo, stabilendo un collegamento diretto tra il dialogo con l'Associazione Italiana Attività Musicali (Aiam) e l'avanzamento del Codice dello Spettacolo.

Il Rapporto Aiam al centro del confronto legislativo

Il presidente Mollicone ha espresso un forte apprezzamento per il lavoro di analisi condotto dall'Aiam, capace di integrare in modo sinergico dati economici concreti, principi normativi e i risultati tangibili delle attività culturali diffuse sul territorio nazionale. La questione centrale posta dal rapporto verte sul rapporto intrinseco tra i contributi pubblici erogati, la produzione culturale generata e le significative ricadute socio-economiche per l'intero sistema Paese. Mollicone ha richiamato esplicitamente il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo e il Decreto Ministeriale sullo Spettacolo dal Vivo del 2024, evidenziando come i criteri attuali di accesso, selezione e quantificazione dei finanziamenti trovino nella vasta rete Aiam un banco di prova concreto e una dimostrazione della loro efficacia o delle aree di miglioramento.

Nel quadro del suo approfondimento, i dati numerici presentati nel rapporto assumono una duplice valenza: politica e tecnica. Le 12.632 giornate di spettacolo e concerti svolte coprono una porzione considerevole dell'offerta complessiva di musica classica e jazz registrata in Italia. La loro distribuzione in 1.157 comuni italiani attesta una diffusione capillare e inclusiva, ben oltre i confini dei soli grandi centri urbani. Un altro dato saliente è che il 69,59% delle risorse viene destinato direttamente alle retribuzioni artistiche, attivando oltre 54 mila giornate-lavoratore, a dimostrazione di un impatto diretto e tangibile sul lavoro professionale nel settore. Per Mollicone, questi elementi rafforzano la tesi che il sostegno pubblico non debba limitarsi a una mera erogazione, ma debba piuttosto valutare la qualità intrinseca, la continuità delle proposte e la capacità di raggiungere e valorizzare la diversità dei territori.

Programmazione pluriennale e sburocratizzazione per il settore

Il dibattito in corso sul Codice dello Spettacolo si concentra, in particolare, sull'urgente necessità di stabilire un quadro di regole più stabili, chiare e prevedibili per l'intero comparto. Mollicone ha sapientemente collegato le evidenze emerse dal Rapporto Aiam al complesso lavoro di definizione dello schema di decreto legislativo, ponendo l'accento sull'importanza strategica di una programmazione pluriennale, sulla garanzia della certezza delle risorse economiche, su una drastica semplificazione amministrativa e sulla imprescindibile valorizzazione del merito artistico e professionale. La visione prospettata è quella di un sistema che sia realmente in grado di premiare l'eccellenza e la professionalità artistica, di assicurare maggiore trasparenza nei criteri di assegnazione dei sostegni e di riconoscere appieno il significativo peso economico, sociale e culturale delle reti che animano il panorama musicale e dello spettacolo dal vivo in Italia.