Lo spettacolo teatrale "Un altro passo" torna in scena giovedì 5 novembre 2026 al Teatro Parioli Costanzo di Roma, situato in Via Giosuè Borsi 20. L'evento propone un'originale fusione di teatro, danza e moda per illustrare i significativi progressi della ricerca oncologica.

Questa iniziativa è promossa da Fondazione IncontraDonna, in stretta collaborazione con figure di spicco come Stefano Dominella e Guillermo Mariotto. L'obiettivo è presentare al pubblico, attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente, come la cura dei tumori stia evolvendo verso un approccio sempre più personalizzato.

Il testo dello spettacolo è stato curato da Filippo Maria Macchiusi, mentre la regia è affidata a Emma Quartullo. Il cast vede la partecipazione di Michela De Rossi, Laura Mazzi e Silvia Ignoto, con il prezioso contributo scientifico di Giovanni Carrada. La narrazione si avvale di una metafora concreta e intuitiva: il parallelismo tra la creazione di un abito su misura e lo sviluppo di una medicina personalizzata, costruita attorno alle esigenze specifiche di ogni individuo. Questo paragone evidenzia come le moderne terapie oncologiche non si basino più solo su schemi generali, ma tengano conto delle caratteristiche uniche del paziente e della patologia.

La rappresentazione è prevista per le ore 21.

Al centro della vicenda si trova Petra, una giovane modella che si confronta con la diagnosi di un Linfoma di Hodgkin. Accanto a lei, emerge la figura simbolica di Rita Levi Montalcini, evocata come emblema della ricerca scientifica, della conoscenza e della capacità di trasformare gli ostacoli in opportunità di crescita e scoperta. La storia si dipana attraverso tre racconti intrecciati, che spaziano tra passato, presente e futuro, con l'intento di rendere pienamente comprensibile la complessa relazione tra malattia, cura e l'incessante avanzamento della scienza.

Arte e Scienza: un dialogo sulla medicina personalizzata

Il progetto sceglie il palcoscenico come veicolo privilegiato per affrontare un tema di grande complessità, evitando di ridurlo a una mera spiegazione tecnica.

La moda, in particolare, non è un semplice elemento scenografico, ma diventa una vera e propria chiave di lettura drammaturgica: l'immagine dell'abito confezionato sulle precise misure di chi lo indossa si trasforma in una potente metafora delle terapie mediche, elaborate e adattate alle peculiarità di ogni singola persona. In questo contesto, il contributo di Stefano Dominella e Guillermo Mariotto si lega intrinsecamente alla dimensione dell'abito e del suo significato, mentre la scrittura di Macchiusi e la regia di Quartullo sapientemente trasformano il tema medico in un coinvolgente percorso teatrale.

La presenza di Fondazione IncontraDonna sottolinea l'impegno dello spettacolo in un più ampio ambito di sensibilizzazione sanitaria e culturale.

L'iniziativa, infatti, mira a rendere accessibili i progressi della ricerca oncologica e a diffondere la comprensione del concetto fondamentale di medicina personalizzata, promuovendo al contempo la consapevolezza e il dialogo su queste tematiche cruciali.