Il progetto “Voicing Spaces: Towards an Aural Architecture in the Past” è stato presentato a Palermo l’8 ottobre 2026, presso Palazzo Steri. L’iniziativa, coordinata dall’Università degli Studi di Palermo (UniPa), ha ottenuto un finanziamento di 2.272.271,90 euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Fondo Italiano per la Scienza. L’obiettivo primario è ricostruire il modo in cui teatri, santuari e altri spazi della vita collettiva nell’antichità prendevano vita attraverso l’azione umana e le specifiche condizioni sonore dei luoghi.

Il programma di ricerca si propone di studiare le condizioni acustiche di diversi siti del Mediterraneo. A tal fine, verranno impiegati rilievi tridimensionali, misurazioni archeoacustiche, sistemi informativi geografici (GIS), modellazione digitale, simulazioni della propagazione del suono e realtà virtuale. Le attività prenderanno il via dal teatro di Morgantina e si estenderanno ai santuari di Apollo, includendo località come Delfi e Siracusa. Il fulcro del progetto è la ricostruzione dei paesaggi sonori antichi e l’analisi approfondita del rapporto tra spazi architettonici, voce, suoni e pratiche collettive.

Il coordinamento scientifico e il team di ricerca

La responsabile scientifica del progetto è Angela Bellia.

Il gruppo di ricerca è composto da studiosi provenienti da diverse istituzioni internazionali, con percorsi di formazione tra Belgrado, Barcellona, Zurigo, New York, Parigi e Londra. Questa composizione multidisciplinare include competenze in archeologia, acustica, strumenti digitali e musica. Il rettore di UniPa, Massimo Midiri, ha evidenziato come l’avvio di questa iniziativa rafforzi il percorso dell’ateneo verso il consolidamento del proprio ruolo come università internazionale. La professoressa Bellia ha sottolineato l’importanza cruciale della ricostruzione dell’ambiente sonoro delle civiltà antiche, affermando che “il suono è parte del paesaggio in cui viviamo”.

La ricerca si concentra in particolare su quei luoghi dove la dimensione sonora era intrinsecamente legata all’architettura e alle attività pubbliche, religiose e collettive.

Teatri, santuari e spazi di aggregazione sono analizzati come ambienti in cui voce, musica e la propagazione del suono interagivano in modo significativo con la forma degli edifici e con il paesaggio circostante. Le tecnologie avanzate previste dal progetto consentiranno di costruire modelli digitali e simulazioni dettagliate per comprendere meglio queste interazioni.