Massimo Bernardini torna in televisione con Scena aperta, il nuovo programma di Rai Cultura interamente dedicato allo spettacolo dal vivo. Il format, che si articola in sei puntate, esplora il mondo dell'opera, della prosa e della musica. L'appuntamento è fissato per ogni giovedì alle 21:20, a partire dal 5 novembre 2026, su Rai 5. Una replica sarà disponibile il giorno seguente su Rai 3, dopo Linea notte. Questo segna il rientro di Bernardini sul piccolo schermo, a due anni dalla conclusione della sua esperienza con Tv Talk.
Durante la presentazione, il direttore Cultura ed Educational, Fabrizio Zappi, ha sottolineato come Scena aperta sia "esemplare" dell'obiettivo di Rai Cultura: non solo dare voce alle forme artistiche del Paese, ma anche creare un "tessuto connettivo fra di esse".
Bernardini ha rivelato la genesi del progetto, nata da un'abitudine personale: "Dopo quindici anni di Tv Talk e l'inevitabile esposizione alla televisione, sentivo il bisogno di un antidoto. Ho iniziato a frequentare il teatro". Questa immersione, dopo la chiusura di Tv Talk, gli ha ispirato l'idea di un talk show su musica e teatro, arricchito da esibizioni dal vivo.
Il debutto: Otello tra prosa e opera
La puntata inaugurale di Scena aperta è dedicata all'Otello, inteso come punto di incontro tra prosa e opera. Verrà analizzata la tragedia di William Shakespeare, in scena al Teatro Argentina con la regia di Luca De Fusco, e l'opera di Giuseppe Verdi, che il 7 dicembre 2026 inaugurerà la stagione lirica del Teatro alla Scala.
Questo collegamento ha anche un significato televisivo: cinquant'anni prima, l'Otello di Carlos Kleiber alla Scala fu trasmesso in diretta dalla Rai, avviando una tradizione che continua e che quest'anno vedrà l'evento su Rai 1.
Tra gli ospiti della prima puntata figurano i registi dei due allestimenti di Otello, Luca De Fusco e Damiano Michieletto, il sovrintendente della Scala Fortunato Ortombina, la soprano Elena Buratto e Elio De Capitani, che proporrà dal vivo due monologhi tratti dall'opera shakespeariana. Il confronto tra parola teatrale e partitura lirica definisce il perimetro del programma: non semplici interviste in studio, ma un racconto che include interpreti, registi e i luoghi stessi della rappresentazione.