Oltre sei anni di attesa per completare un iter addestrativo che dovrebbe invece durare al massimo tre: è questa la gravissima situazione in cui versa, secondo un’inchiesta della BBC, la Royal Air Force, l’aeronautica militare britannica. Si stima che ben 350 piloti militari, compresi quelli destinati a pilotare i caccia Eurofighter e i cacciabombardieri F-35 Lightning II, rimangano a terra e spesso siano costretti a compiti di ufficio anche per due anni.

Il programma MFTS si sta rivelando un fallimento

Nel 2015 il Ministero della Difesa britannico decise di privatizzare il cosiddetto MFTS, Military Flight Traning System (programma di addestramento al volo militare): un contratto da diversi miliardi di sterline sottoscritto da Ascent, una partnership tra Babcock International (multinazionale con sede in Gran Bretagna) e Lockheed Martin (azienda dei settori aerospaziale e difesa).

Ma al tempo stesso non venne assegnato un maggior budget alla fase addestrativa, necessario per le nuove esigenze operative. Il risultato è un programma MFTS in fortissimo ritardo: mancano aerei da addestramento, istruttori e simulatori, i tempi tecnici del training program si allungano a dismisura e il numero di giovani piloti in attesa di completarlo si amplia ogni anno.

Un’inchiesta svolta dal programma “File on 4” della rete televisiva britannica BBC ha rivelato che sono circa 350 i piloti in attesa di ottenere il brevetto “combat ready”, sia che si tratti di piloti di elicotteri sia che si tratti di aspiranti “Top Gun” destinati a sedere nel cockpit dei caccia Eurofighter o dei bombardieri di ultima generazione.

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Cronaca Nera

Un iter addestrativo che dovrebbe durare tre anni si allunga invece sino a sei ma per un pilota da caccia si arriva anche a sette anni e mezzo. Nel frattempo, i militari invece di volare si vedono assegnati a compiti d’ufficio per periodi a volte superiori ai 24 mesi.

E se da un lato il Ministero della Difesa si affretta ad assicurare che il numero dei piloti operativi è più che sufficiente per le attuali esigenze della Raf, dall’altro si assiste a un sempre maggior numero di defezioni, con piloti che abbandonano la carriera militare per passare alle linee aeree civili. Anche perché il numero degli allievi “in attesa” è raddoppiato nel corso dell’ultimo anno.

Ritardi cronici nonostante l’aumento del budget

Le polemiche sono in aumento anche perché l’inchiesta della BBC ha portato alla luce aspetti inquietanti: è infatti emerso che i jet addestratori acquistati dagli Stati Uniti e assegnati per l’addestramento alla base di Raf Valley sull’isola di Anglesey si sono rivelati inadatti al volo sopra l’acqua; contemporaneamente, gli ormai vecchissimi aerei da addestramento Hawk T1 (gli stessi utilizzati dalle Red Arrows, la pattuglia acrobatica britannica) sono talmente superati che il loro adattamento alle moderne esigenze addestrative è costosissimo, oltre che lento.

In breve, gli aerei, gli istruttori e i simulatori attualmente a disposizione non sono sufficienti e la lista di attesa si allunga continuamente: è “normale” che un pilota, al termine del primo anno di corso, sia assegnato a un ruolo non operativo dove può restare in attesa sino a due anni.

Matt Kinson, per esempio, è un ex ufficiale che, stanco di attendere la ripresa del suo iter formativo, ha lasciato la Raf ed è diventato pilota civile: “Accade sempre più spesso – ha affermato a File on 4 – e non c’è cosa più frustrante di essere assegnato a uno squadrone senza sapere la data di inizio dei test di volo.

Si arriva alla sede e ci si sente dire ‘sarà un’attesa di soli tre mesi’ che però poi diventano sei, poi nove, poi un anno. E le persone diventano sempre più demotivate”.

Spuntano anche i corsi fantasma

Tra le diverse polemiche spuntano persino corsi di volo pagati dalla Difesa ad Ascent anche se mai realmente effettuati: infatti il contratto prevede che tutti i corsi programmati debbano essere avviati e conclusi nei tempi previsti e ma solo se questo non avviene per responsabilità di Ascent, il Ministero non paga quanto previsto. Ma se invece è il dicastero britannico a decidere di non inviare piloti al corso, quest’ultimo viene catalogato come “zero-loaded” e pagato anche non ha avuto luogo.

Non è finita: l’inchiesta ha infatti appurato che nonostante il contratto sottoscritto dal Ministero, ogni anno milioni di sterline aggiuntivi sono spesi per formare piloti di elicotteri e di aerei a turboelica inviandoli presso scuole private quando Ascent, per mancanza di mezzi e istruttori, non riesce a organizzare i corsi previsti dal programma MFTS.

Si muove la Camera dei Comuni

Su questo argomento, il Ministero della Difesa sta per ricevere un’interrogazione presentata dal parlamentare conservatore Julian Lewis, presidente del Comitato Difesa della Camera dei Comuni: “L’idea che un pilota per iniziare a volare debba aspettare sino al conseguimento della sua laurea è semplicemente ridicolo e inaccettabile, è un problema che va risolto rapidamente”.

Un portavoce del Ministero ha ammesso che “il numero degli aspiranti piloti è effettivamente superiore rispetto a quanto previsto”, ma al tempo stesso afferma che “è normale che un certo numero di allievi rimanga in attesa prima di iniziare l’addestramento e questo tempo viene impiegato per consentire loro di ampliare le competenze in altri ambiti di lavoro”. Il portavoce ha infine aggiunto che lo MFTS è il più importante programma di addestramento avviato nel Regno Unito e che permetterà di trasformare i piloti e gli equipaggi in professionisti con il più alto livello di preparazione a livello mondiale”.

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