Facebook, Twitter, Instagram, Whatsapp, Pinterest, e la lista potrebbe continuare per molte altre righe, sono solo alcuni dei social network che hanno cambiato il nostro modo di comunicare negli ultimi anni. Se da un lato l'immediatezza comunicativa e globale può essere un bene, dall'altro abusandone possono insorgere alcune patologie sociali che prima non esistevano. Di seguito 5 patologie nate con l'avvento dei social network.
Phubbing [L'Arte di ignorarsi]
Il Phubbing, patologia nata da uno studio della rivista 'Computers in Human Behavior', è quella sindrome che porta ad ignorare le persone in carne ed ossa a favore dell'uso dei social network. Il tipico esempio è quando in una tavolata di amici nessuno dialoga con le altre persone e si sentono soltanto le notifiche dei messaggi che arrivano.
Egosurfing [Adesso mi trovo...]
Chiamata anche identità geolocalizzata, l'Egosurfing è quella pratica morbosa di dichiarare continuamente dove ci si trova. La patologia nasce dal momento in cui l'individuo deve necessariamente dichiarare che sta partecipando a quell'evento per, in qualche modo, dimostrare di esistere.
Analfabetismo emotivo
L'analfabetismo emotivo o 'alessitemia' è la sindrome per cui la persona che è ne affetta tende a concentrare i propri pensieri al di fuori senza rendersi conto delle proprie reali emozioni.
Lurking [Vedo non vedo]
Il lurking è una patologia che indica chi segue un gruppo Facebook, una mailing list o un blog restando accuratamente lontano dall'apparire, dunque evitando di iscriversi, commentare, condividere o avere qualsiasi reazione ai post in questione.
Narcisimo digitale [Guardatemi sono il/la migliore]
Le persone affette da questa patologia tendono a mostrarsi di continuo sui social network, con i 'selfie' ad esempio, mettendo in risalto fatti ed eventi della propria vita realmente insignificanti.