Creativa e brillante, Anna Seccia è un’artista abruzzese originaria di Ortona, in provincia di Chieti. Dopo aver terminato la sua formazione artistica alla Facoltà di Architettura, ha ottenuto la Cattedra di Discipline Pittoriche e Plastiche presso il Liceo Artistico di Pescara. Anna ha approfondito i suoi studi in arte con mentori eccellenti come Arno Stern, Diane Waller, Ma Anad Meera. Dopo trent'anni di esperienza in Art Therapy, Cromoattivazione e Olodanza, realizza una nuova ricerca sulle tecniche d’insegnamento per la crescita delle potenzialità creative che trova il suo percorso nella creazione del laboratorio di "Artemieutica" e nella realizzazione della Stanza del Colore come capolavoro interagente.
La sua ricerca ha riscontrato successi e riconoscimenti con articoli e volumi illustrativi con interventi in importanti manifestazioni quali i premi Vasto, Termoli, Sulmona, Mazzacurati, Penne, Salvi, la Rassegna del Mare di Molfetta, la triennale di Arte Sacra di Lecce e in diverse mostre nelle rassegne d’arte nazionali ed internazionali. I suoi lavori, inoltre, sono citati in "900 Artisti e Arte in Abruzzo", nel volume secondo di "Generazione anni Quaranta" e nel volume sesto della "Storia dell’arte italiana del '900" di Giorgio Di Genova. Come se non bastasse, Anna è ideatrice dei mudra, sculture delle mani ricavate con la tecnica del calco per rilevare una certa posizione delle dita che sigilla l’intento che una la persona vuole raggiungere.
Per saperne di più su questo interessante progetto, Blasting News ha incontrato Anna Seccia all’Arte Fiera 2020 di Bologna per realizzare una breve intervista.
L’intervista ad Anna
Anna Seccia è una bravissima artista e sappiamo che ha realizzato dei mudra. Può raccontarci di cosa si tratta?
Ho realizzato dei mudra, che sono delle sculture con delle gestualità particolari con una spiritualità profonda. Ho creato questo progetto per l’Abruzzo perché è una regione con la più alta densità di centenari. E poi, diciamo che sono in un’età della vita in cui si fanno tante riflessioni… Il fatto che nel mio paese uno dei centenari è mio zio al quale ho fatto il calco della sua mano, mi ha spinto a fare una ricerca molto importante dal punto di vista scultorio.
Anche l’Università di Teramo di Bioetica sta realizzando la stessa ricerca, ma in campo medico-scientifico. Ciò che mi ha spinto ancora di più a realizzare il progetto è il fatto che le mani dei centenari sono delle sculture bellissime perché hanno una texure della pelle molto particolare e documentare questa tesi nella mia regione mi sembra un fatto storico. Penso che nessuno al mondo abbia realizzato un progetto artistico di questo genere e sono molto felice di questo.
Oltre a questo progetto, ha realizzato anche calchi di pance di donne in dolce attesa. Come è nata questa passione?
Tutto è nato quando ho incontrato una mia amica incinta e da quel momento ho pensato di "giocare un po' con l'arte".
Sono entrata in relazione con il bambino che la mia amica portava in grembo ed è stata un’esperienza bellissima. Infatti, ho suonato le campane tibetane, ho messo delle bende sul pancione della mia amica e poi ho creato una scultura della sua "arte".
A proposito di donne, ci può dire qualche esempio femminile da cui ha tratto ispirazione per le sue opere d’arte?
Io ho iniziato con la mia amica, precisamente l'amica di mia figlia e sono entrata in relazione con lei a livello manuale, a livello pittorico e scultoreo. Posso dire che è stato qualcosa che mi ha dato molto. In effetti, non avevo mai legato l’emotività alla maternità e anch'io sono stata madre di due bambini. Quindi, ho rivissuto le mie gravidanze grazie alla realizzazione della scultura del pancione della mia amica.
Oltre a questi progetti artistici, ha in mente altre idee interessanti dal punto di vista sociale e collettivo che vorrebbe realizzare?
Occupandomi da anni con il progetto Stanza del Colore di Arte Partecipata, il rapporto con le persone è collaborativo, collettivo e fondamentale. Inoltre, andrò a Fiume alla più grande manifestazione artistica italiana, dove farò una performance sulla donna e l’arte.