C'è stato un momento in cui persino gli hobby hanno cominciato ad assomigliare al lavoro. Correre significa registrare tempi e chilometri, cucinare può diventare un contenuto da pubblicare, leggere una sfida annuale da completare. Anche ciò che facciamo nel tempo libero rischia così di essere misurato, condiviso o trasformato in un risultato.
I cosiddetti quiet hobbies raccontano quasi il contrario. Sono attività semplici e spesso solitarie o domestiche: colorare, lavorare a maglia, ricamare, comporre un puzzle, disegnare, curare le piante, modellare la ceramica, tenere un diario.
Non occorre essere particolarmente bravi e, soprattutto, non è necessario mostrare a nessuno ciò che abbiamo fatto.
Il loro fascino potrebbe stare proprio qui: fare qualcosa senza dover dimostrare qualcosa.
Quando anche il tempo libero diventa una prestazione
La vita quotidiana è piena di indicatori. Passi percorsi, ore dormite, notifiche lette, obiettivi raggiunti, contenuti visualizzati. Persino il riposo può trasformarsi in un'altra voce della lista delle cose da fare bene.
Un'attività manuale introduce invece una temporalità differente. Le mani sono impegnate in un gesto concreto e ripetitivo, mentre l'attenzione può restringersi a ciò che sta accadendo in quel momento: scegliere un colore, completare una fila, incastrare un tassello, osservare una pianta.
Non significa necessariamente praticare mindfulness, né che qualsiasi hobby produca automaticamente benefici psicologici. La ricerca suggerisce però un'associazione interessante tra creatività, attività manuali e benessere.
Uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health, basato sui dati di 7.182 adulti residenti in Inghilterra, ha rilevato che dedicarsi ad attività artistiche e artigianali era associato a maggiore soddisfazione per la propria vita, felicità e sensazione che ciò che si fa abbia valore, anche tenendo conto di diversi fattori sociodemografici.
Il ritorno delle mani
C'è anche qualcosa di molto fisico in questi passatempi. Dopo ore trascorse a scorrere immagini su uno schermo, costruire, colorare o manipolare un oggetto restituisce un risultato tangibile.
Nel 2025 una revisione sistematica pubblicata sull'Australian Occupational Therapy Journal ha analizzato 19 studi dedicati agli interventi basati su attività artigianali e salute mentale. I risultati sono promettenti, anche se gli autori sottolineano la grande varietà degli studi disponibili e quindi la necessità di interpretare le conclusioni con cautela.
Non serve dunque trasformare l'uncinetto in una terapia o il puzzle in una prescrizione. Più semplicemente, queste attività possono creare uno spazio nel quale l'obiettivo è abbastanza piccolo da poter essere raggiunto: finire una pagina, completare un angolo del puzzle, vedere una forma prendere colore.
Perché colorare può assorbirci così tanto
Tra i quiet hobbies c'è anche il ritorno dei coloring book per adulti.
Una ricerca pubblicata nel 2025 sulla rivista Mindfulness ha coinvolto 188 persone sottoposte prima a un'induzione dell'ansia e poi a 20 minuti di colorazione di mandala. Lo studio ha analizzato diversi possibili meccanismi alla base della riduzione dell'ansia durante l'attività, tra cui mindfulness, flow, piacere e distrazione dai pensieri ansiosi.
Ed è proprio su questa idea di pausa creativa che si inseriscono anche progetti contemporanei come “Zampine Zen – 40 disegni di cani cozy & relax”, un coloring book dedicato agli amanti dei cani che utilizza illustrazioni da colorare come occasione per ritagliarsi un momento lento e leggero.
Non è necessario attribuire al coloring proprietà terapeutiche che un libro da colorare, da solo, non può promettere. Il suo valore può essere molto più semplice: per qualche minuto c'è soltanto una pagina bianca, una scelta di colori e qualcosa che prende forma sotto le proprie mani.
Non tutto deve diventare un risultato
Forse è proprio questo il significato più interessante dei quiet hobbies.
In una cultura nella quale siamo continuamente invitati a migliorare, ottimizzare, produrre e condividere, scegliere un'attività che non porta necessariamente denaro, visibilità o prestigio può sembrare quasi controcorrente.
Un puzzle può restare semplicemente un puzzle. Un disegno non deve essere pubblicato.
Una sciarpa può essere imperfetta. Una pagina colorata non deve diventare contenuto.
E magari il vero lusso contemporaneo non è trovare altro tempo per fare di più, ma concedersi finalmente qualcosa che non deve servire a niente per avere valore.