Più di tre donne al giorno perdono la vita per mano omicida, per furia di mariti e compagni che dovrebbero amarle. Il 25 novembre è stata istituita la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, contro la violenza di genere, strage di madri, compagne e figlie. Per le donne tra i 15 anni e i 44, la violenza sulle donne è diventata la prima causa di morte. Gli incidenti stradali e le malattie causano meno morti.

Secondo una stima Eures, in Italia lo scorso anno ci sono stati 179 femminicidi, il record è detenuto al nord, mentre nel sud la percentuale è del 27%. In Italia ogni tre giorni un marito, un compagno, padre di figli che ha cresciuto, uccide la propria donna o la propria ex. Il reato di "femminicidio" è stato applicato per la prima volta in una sentenza del 2009. Neanche le migliori leggi riescono a fermare le stragi di donne, per questo motivo che è importante creare dibattiti, scendere in piazza e far valere il sesso debole, perché sarà debole fisicamente rispetto a quello maschile, di certo non lo è mentalmente.

Phumzile Mlambo-Ngcuka, il direttore esecutivo delle Nazioni Unite, per promuovere l'uguaglianza tra i sessi e per l'emancipazione femminile ha dichiarato di aver bisogno di partner che siano in grado di sensibilizzare e promuovere una cultura nei confronti di questa invasiva violazione dei diritti umani. La violenza domestica è più comune nel mondo, secondo le statistiche, al primo posto i paesi del Sud-est Asiatico dove circa il 60% delle donne muore per mano di mariti violenti; seguono in classifica i paesi europei ad alto reddito, tra cui l'Italia, le Americhe e infine l'Africa con il 40%.

Uno degli sponsor che ha preso l'iniziativa proposta dall'Onu è stata la Benetton. La nota marca di abbigliamento ha lanciato la sua campagna attraverso una forte immagine che raffigura una donna lapidata da petali di fiori circondata da uomini. Ancora più importante è riuscire a sensibilizzare gli uomini con la propaganda e fondare nelle generazioni future una cultura più solida e meno sanguinosa di quella che si presenta oggi.

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