Tsipras lo aveva promesso prima di vincere le elezioni: "Riassumeremo tutti i lavoratori statali licenziati da Samaras sotto i ricatti della troika". E così il 5 maggio il Parlamento greco ha adottato un progetto di legge che prevede il reintegro di circa 4mila funzionari pubblici ingiustamente licenziati sulla scia delle misure di austerità concordate dal governo presieduto da Adonis Samaras con i creditori internazionali (la ex Troika).

Il progetto di legge, intitolato "Democratizzazione dell'amministrazione, lotta contro la burocrazia e correzione delle ingiustizie" è passato ad ampia maggioranza con il voto favorevole di 157 deputati della maggioranza (su un totale di 254 parlamentari presenti in aula). Il provvedimento prevede la riassunzione di agenti di polizia municipale, bidelli, impiegati pubblici e insegnanti di istituti tecnici, prima messi in aspettativa e poi licenziati in tronco. E' inoltre prevista l'integrazione di altre 6mila persone vincitrici di pubblico concorso ed incappate nella misura del "congelamento delle assunzioni" voluto dalle politiche di austerity. Vietata inoltre la precettazione durante gli scioperi e agevolata la conclusione di contratti stagionali.

Insomma un provvedimento a tutto tondo, di chiaro sapore socialista che certo scontenterà, oltre all'opposizione interna, che denuncia il pericoloso aumento della spesa pubblica, anche i creditori internazionali. Ad ogni buon conto oggi la Grecia ha pagato un'altra tranche di 200 milioni al Fondo monetario e per il 12 maggio è prevista la scadenza di altri 700 milioni di euro sempre verso il Fmi. Dove prenderà i soldi la Grecia non si sa ancora. Tsipras e i suoi continuano a rassicurare i loro interlocutori, anche dopo l'incontro odierno che il ministro delle finanze Yanis Varoufakis ha avuto con il suo omologo italiano.

L'Eurogruppo di Bruxelles di lunedì 11 dovrà pronunciarsi ancora una volta sulla sostenibilità del debito greco e soprattutto delle riforme che i greci intenderanno mettere in campo. Al momento i principali esponenti dei creditori internazionali paiono piuttosto perplessi. Tali perplessità hanno "prezzato" in negativo non solo gli indici di borsa delle principali piazze ma anche lo spread dei principali titoli di Stato, a partire proprio dai Bund tedeschi. Segno che i mercati temono il Grexit ed il rischio di un contagio.

Dove prenderanno i soldi i greci?

Se l'Eurogruppo dovesse uscirsene con una decisione favorevole e dunque sbloccare l 'ultima tranche di aiuti da 7,2 miliardi, la Grecia potrebbe respirare per un po' e pagare parte dei propri debiti. Diversamente, per pagare martedì prossimo i circa 700 milioni di euro al Fmi, dovrà attingere alle liquidità accentrate presso la banca centrale ellenica. C'è da temere a breve una crisi di liquidità per Atene, a partire dalle banche. Il governo pensa di ricavare alcuni miliardi dalle riforme, a partire da una patrimoniale sulle 500 famiglie più ricche del paese con un prelievo speciale. E' inoltre prevista una tassa speciale annua a carico dei lavoratori che guadagnano più di 30mila euro ed una tassa sul lusso (per esempio sulle auto di lusso).

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