Ancora un'ennesimo caso di maltrattamenti verso i bambini. Questa volta è toccato alla scuola dell'infanziacomunale "il Delfino" di Rimini, dov'è stata arrestata un'insegnantein seguito alla denuncia fatta da una collega. La donna, Loredana Pacassoni di 61 anni, era già stata sospesa per 10 giorni nel 2010 e poi reintegrata al lavoro. Questo ha indignato a tal punto le mamme di Rimini, che sono scese in piazza per chiedere diinserire le telecamere negli asili civili.

La vicepresidente di Rimini, Gloria Lisi, inizialmente si era dichiarata a favore. La richiesta non è legata solo all'inserimento di strumenti di videosorveglianza, precisandone l'utilità non come fonte per spiare da casa l'attività svolta al nido, ma per avere uno strumento di supporto in caso di indagini. Le mamme ovviamente rendendosi conto dell'enorme impegno che richiedono i bambini, pretendono anche controlli periodici di stabilità emotiva ed eventuale supporto psicologico rivolto agli operatori che si trovano in difficoltà. Questo per evitare la sindrome da burnout, patologia comune per chi svolge questo tipo di lavoro.

Una raccolta firma per proteggere i più piccoli

La promotrice dell'iniziativa è stata Alessandra Piastra, amministratrice del gruppo Facebook "Mamme di Rimini" che sì è subito mobilitata con una raccolta firme che si è estesa non solo durante la manifestazione in piazza Cavour, ma anche in alcuni locali del riminese raggiungendo più di 1800 firme. Non solo, infatti alla luce degli ultimi avvenimenti hanno aderito quasi 47 mila membri al gruppo web #sialletelecamere e hanno raccolto decine di migliaia di firme anche diverse petizione su Change.org.

Durante un incontro avvenuto nella giornata del 28 aprile con le rappresentanti dell'iniziativa effettuata in piazza il vicesindaco ha fatto dietrofront, nonostante solo sei giorni prima la stessa Lisi avesse dichiarato "Sono favorevole all’installazione delle telecamere in luoghi come questi: sono disposta a sacrificare un pezzo della mia privacy per salvaguardare i più deboli". “E' stato spiegato come la legge attuale vieti tassativamente l'introduzione di sistemi di videosorveglianza per controllare l'attività lavorativa".

Invece è stata accolta dall'amministrazione comunale la proposta di creare commissioni di controllo dei servizi educativi, che saranno composte sia dalle istituzione che dai genitori, procedura simile che già avviene per il servizio mensa.

Secondo la dichiarazione del ministro dell'interno Angelino Alfano, il governo starebbe pensando ad un intervento legislativo in merito. Sembra proprio che gli ultimi avvenimenti abbiano scosso non poco l'opinione pubblica a tal punto d'aver fatto cambiare posizione al Garante della privacy, Antonello Soro, che in passato si era detto contrario all'introduzione di telecamere per osservare l'operato delle insegnanti.

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