L'Emilia-Romagna ha raggiunto un traguardo significativo nei servizi per la prima infanzia, superando con quattro anni di anticipo l'obiettivo europeo. Nell'anno educativo 2026-27, il 45,9% dei bambini e delle bambine tra 0 e 3 anni, pari a 38.649 iscritti, frequenta gli asili nido e altri servizi dedicati. Questo dato supera il target UE del 45% fissato per il 2030. Il risultato è stato presentato il 7 ottobre 2026 a Bologna dagli assessori regionali Isabella Conti (Welfare, politiche per l'infanzia e scuola) e Davide Baruffi (Bilancio, montagna e aree interne).

Il successo è stato attribuito alla priorità data alle politiche regionali per la prima infanzia. Gli assessori Conti e Baruffi hanno evidenziato due leve decisive: la riduzione, o l'azzeramento, del costo dei servizi per le famiglie e l'aumento dei posti disponibili. Il superamento dell'obiettivo europeo è il frutto di un investimento continuativo nei nidi, riconosciuti come un'infrastruttura fondamentale per la crescita dei bambini e il sostegno alle famiglie.

Investimenti e sostegno ai servizi per l'infanzia

La strategia regionale è sostenuta da un robusto investimento attraverso il programma di fondi europei Fse+. Le risorse dedicate sono aumentate del 55%, passando da 24 milioni di euro nel 2022 a 37 milioni e 187mila euro nell'anno educativo 2026-27.

Di queste risorse complessive, 29,7 milioni di euro sono stati destinati all'abbattimento delle rette, con una quota specifica di 13 milioni 621.608 euro riservata ai Comuni montani e alle aree interne. Ulteriori 7,4 milioni di euro sono stati impiegati per l'ampliamento e il consolidamento dell'offerta, con l'obiettivo di ridurre progressivamente le liste d'attesa.

Grazie al nuovo bando regionale per l'anno educativo 2026-27, sono stati sostenuti complessivamente 6.956 posti distribuiti in 233 Comuni e Unioni. Questo totale include 5.564 posti beneficiari dell'abbattimento delle rette, 924 nuovi posti – che rappresentano un incremento del 27% rispetto all'anno precedente – e 468 posti consolidati. L'intervento regionale combina così efficacemente il sostegno economico diretto alle famiglie con l'espansione dell'offerta di servizi educativi sul territorio.