Secondo le stime di Confcommercio il nuovo aumento dell'Iva, che partirà dal 1 luglio 2013, porterà alle famiglie italiane una spesa ulteriore di circa 135 euro. Al Governo sono più cauti e non escludono un ritocco alla normativa per evitare l'aumento.

Passando dal 21 al 22%, l'Iva andrà ad aggravare ancora di più la spesa delle famiglie italiane e metterà in serio pericolo il già instabile andamento di molti esercizi, ormai a rischio di chiusura. Un solo punto percentuale di aumento dell'Imposta sul Valore Aggiunto porterebbe, così come riferisce lo studio di Confcommercio e Federconsumatori, un'ulteriore spesa per le famiglie italiane, già soggiogate al pagamento di un nuovo tributo comunale, la Tares, ovvero la tassa sui rifiuti e servizi indivisibili.

Si preannuncia un'altra stangata per gli italiani. Ad annunciarlo è il presidente di Federconsumatori, Trefiletti, che avverte: "sommando i rincari per ogni singola imposta: 40-45 euro per la nuova tassa sui rifiuti e servizi comunali, 207 euro per il possibile aumento Iva considerando anche i costi indiretti, 480 euro medi per l'Imu, si arriva a 734 euro in media quale esborso aggiuntivo a famiglia".

Quali saranno i beni colpiti dall'aumento dell'Iva? L'aumento toccherà vari settori, tra cui l'abbigliamento, gli elettrodomestici, gli autoveicoli, i servizi professionali. A subire pesanti conseguenze, come riferisce investireoggi,sarà anche il commercio al dettaglio, con circa 26mila imprese pronte a chiudere bottega.

In aiuto agli italiani arriva la Coldiretti e la Confcommercio, che fanno appello al Governo perché riveda la manovra. I dati sono piuttosto allarmanti, con un calo del 2,9% delle vendite al dettaglio nel settore alimentare. Il premier Letta risponde all'appello lasciando intendere qualche spiraglio. Nonostante il paese si trovi in ristrettezze e crisi economica, secondo Enrico Letta: "Bisogna lavorare per arrivare a una rinuncia dell'inasprimento dell'Iva".