Nel terzotrimestre del 2013 l'e-Commerce cinese ha registrato un boom affaristico delvalore di 75 miliardi di dollari di merci scambiate. Un successonotevole, tanto che il Governo di Pechino, nello scorso ottobre, a pensato benedi emanare nuovi provvedimenti per tutelare i diritti del consumatore e,indirettamente, proteggere la qualità di business commerciale sul web. I nuovidecreti, che entreranno in vigore a marzo 2014, vanno ad arricchire unanormativa sul commercio già presente da anni in Cina, ma vediamo cosariguardano queste novità.

Innanzituttoviene presa di mira la pubblicità falsa ed ingannevole fatta sulle piattaformedi e-Commerce: sono previste maggiori sanzioni sulla responsabilità degli editori pubblicitari e,in caso di controversia, viene imposto l'onere della prova in capo ai fornitoridi servizi. Il consumatore, che ha subito i danni per la falsa pubblicità, avrà diritto ad un maggior risarcimento per leconseguenze subite dall'acquisto del prodotto/servizio ed al rimborso dei costidelle transazioni on-line.

Altro puntointeressante è il divieto assoluto di divulgazione dei dati personali delconsumatore in assenza di una sua autorizzazione sottoscritta, e la "tolleranzaZero" in caso di frodi: addirittura lesanzioni potranno crescere fino a tre volte del valore o prezzo delbene/servizio commercializzato sulla piattaforma.

L'altranovità riguarda il diritto di recesso. Il consumatore potrà effettuare la restituzionedella merce non conforme all'ordine, o danneggiata, entro sette giorni dalla datadella ricevuta di consegna, e ad avereil rimborso entro i sette giorni successivi alla data di restituzione. A sua volta,il gestore della piattaforma commerciale potrà poi chiedere il risarcimento alfornitore del prodotto, ma solo dopo aver risarcito il consumatore entro itermini stabiliti.

Un occhio diriguardo, infine, è per le frodi alimentari. Nel caso che il prodottoacquistato abbia recato danni alla salute della persona, la normativa prevedenon solo il rimborso economico, ma anche sanzioni penali pesanti per il gestoredella piattaforma di E-commerce e per il fornitore del prodotto alimentare.

Attualmente inItalia, un consumatore che acquista on line può esercitare il diritto direcesso dall'ordine, sempre con giustificato motivo, nel tempo di dieci giornidal ricevimento del prodotto, o dalla conclusione del contratto per l'acquistodi un servizio. I diritti edoveri della trattativa di acquisto devono essere leggibili in chiaro già sullapiattaforma e-Commerce, con l'accettazione dei termini di consegna.

In caso chequeste informazioni sulla trattativa diacquisto non siano chiaramente leggibili, o dichiarate, il consumatoreha più giorni per effettuare il reso delprodotto.

L'unico "neo"che genera spesso controversie legali, riguarda il sistema della comunicazionedel recesso; il consumatore italiano deve sempre prestare attenzione a comecomunicare l'intenzione di rendere la merce acquistata, e cioè se a mezzoraccomandata con avviso di ritorno, oppure telegramma.

Spesso, infatti, alcunepiattaforme di E-commerce, non accettano il reso dei prodotti se non hannoavuto comunicazione entro le 48 ore dalla avvenuta consegna. Anche in Italia, come inCina, Il diritto di recesso non si applica per i prodotti facilmente deperibili, acquisto di giornali e periodici, acquisto diprogrammi software, per scommesse e lotterie e per tutti quei prodotti in cui si chiede unapersonalizzazione.

Per qualsiasiinformazione riguardo la tutela degli acquisti on line e per proteggersi daeventuali frodi, si può consultare il sito www.sviluppoeconomico.gov.it,dove sono indicate anche le associazioni dei consumatori riconosciute dalloStato.

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