Le casalinghe in Italia sono circa 8 milioni, questo è ciò che emerge dai dati, resi disponibili dall'ISTAT, di cui 700 mila sono sotto i 35 anni. Secondo alcune fonti, sembrerebbe che la scelta di dedicarsi alla casa è meno attraente che in passato, anche per via della condizione economica che affligge il nostro paese, tuttavia la situazione lavorativa delle donne non è delle più rosee, molto spesso incontrano difficoltà a trovare attività lavorative o subiscono soprusi sul luogo di lavoro. Il ruolo della casalinga è presente soprattutto nel Mezzogiorno, questo grazie alle tradizioni ancora radicate che vedono la donna dedita ai lavori domestici e l'uomo come capofamiglia.

C'è da dire che il 'mestiere' della casalinga, perché è un vero e proprio lavoro anche se non retribuito, risulta pesante alla maggior parte delle donne che non hanno la possibilità di un aiuto. Inoltre, le mura di casa nascondono diversi pericoli e si corre il rischio di incidenti provocati da: coltelli, ferri da stiro, caduta da scale fisse, acqua bollente. Principalmente le lesioni più frequenti sono ferite e ustioni, ed il luogo peggiore è la cucina. A seconda se la donna è sola o con marito e figli il lavoro raddoppia o triplica ecc. Sicuramente la priorità, in tempi di crisi è quella di innalzare il tasso di occupazione femminile, ma perché non dare un reddito e un riconoscimento a chi fa tanto per la famiglia e di conseguenza per il paese? Un reddito minimo per la donna? Nessun paese lo prevede, tuttavia l'Italia non presta la dovuta attenzione al welfare e altre categorie che meriterebbero ascolto sono quelle degli artisti e dei disoccupati.

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Ciò nonostante, bisogna fare i conti con la disponibilità economica e prediligere alcune priorità rispetto ad altre. La donna è fondamentale per una famiglia, grazie al ruolo di madre, importante nei primi anni di vita dei figli e al ruolo di moglie, per questo motivo, ritengo sia al primo posto della lista del welfare. Una madre soddisfatta e felice trasmette serenità e presta le dovute attenzioni ai figli. Pertanto urge un reddito, che sia per i primi 3 anni di vita dei piccoli o per sempre, la casalinga merita un riconoscimento.