L'intervento tenuto il 28 settembre da Mario Draghi al Bundestag era orientato a spiegare ai rappresentati della Germania, che gli interventi di politica monetaria messi in campo dalla Bce stanno funzionando. Ad affermarlo è stato lo stesso governatore della Bce durante il suo discorso. Tuttavia, le sue parole fanno pensare soprattutto ad una presa di posizione nei confronti di chi, dal Parlamento tedesco, non manca mai di criticare l'operato della Bce.

Draghi non ha mancato di snocciolare una serie di numeri ed argomentazioni per dimostrare come la Germania sia tra i beneficiari delle politiche attuate.

Non solo, il presidente della Bce ha chiesto nuovamente ai parlamentari tedeschi di riflettere sull'opportunità di approvare maggiori investimenti per rilanciare la crescita dell'economia in Europa e fungere, così, da locomotiva verso l'uscita dalla stagnazione economica.

I 28 miliardi risparmiati dalla Germania

Secondo le stime di Draghi, sarebbero 28 i miliardi di eurorisparmiati dalla Germania grazie al Quantitative Easing della Bce. La riduzione dei tassi e l'acquisto di titoli di stato hanno portato sotto lo zero il tasso di interesse pagato dal Paese tedesco, facendo risparmiare la suddetta cifra. Ma l'analisi del governatore non si ferma qui.

A chi lo ha accusato, sostenendo che l'azzeramento dei tassi ha ridotto il reddito dei risparmiatori, Mario Draghi ha ricordatochedal 2008 al 2015, gliinteressipagati dalle famiglie tedesche sono diminuiti in una misura superiore rispetto ai redditi da interessi.

Inoltre, i possessori di obbligazioni hanno visto aumentare il valore di mercato dei titoli in portafoglio, proprio grazie alla riduzione dei tassi.

La crisi di Deutsche Bank non è causata dalla Bce

Mario Draghi non ha risposto apertamente alle domande su Deutsche Bank,ricordando che i poteri in materia di vigilanza sono separati da quelli di politica monetaria e che, quindi, non può parlare delle singole banche.

Ciò nonostante, l'economista italiano non ha mancato di sottolineareal Bundestag che la riduzione del margine diinteresse non è la principale causa del malessere delle banche tedesche.A comprometterne la competitività è labassa efficienza operativa, soprattutto se si considera che all'interno dell'Eurozonagli istituti bancari tedeschisono quelli con il maggior rapporto tra costi e fatturato.

Più investimenti dalla Germania

Secondo Draghi, le preoccupazioni dei parlamentari tedeschi riguardo i tassi di interesse, dovrebbero essere maggiormente orientate al medio termine. Per ritornare a centrare l'obiettivo di inflazione al 2%, e riportare a livelli normali i tassi di interesse, è necessario che la politica adotti programmi di investimento mirati alla crescita. Ed è qui che la Germania viene chiamata in causa.

In questo particolare momento storico, con i margini che il proprio bilancio le consente e con il favore di tassi di interesse prossimi allo zero, è proprio la Germania l'unico paese che può fungere da locomotiva per trascinare l'Eurozona al di fuori dell'attuale stagnazione.

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