“La ricostruzione ci sarà, ma ora Norcia deve vivere. Nel fare la spesa facciamo uno sforzo per i suoi ottimi prodotti tipici”  a lanciare l’appello dalla sua pagina facebook Giacomo Leonelli, segretario regionale del Pd.

Perché il terremoto nella sua scia distruttiva colpisce anche e soprattutto le economie locali, mettendo in ginocchio le produzioni tipiche nostrane, ricoprendo di macerie una tradizione gastronomica radicata ed importante.

Il sisma del 30 ottobre, infatti, ha danneggiato la celebre produzione del prosciutto di Norcia, prosciutto di montagna di alta qualità che, nel 1997, ha ricevuto l’indicazione geografica protetta dalla commissione della Comunità Europea, con disciplinare di produzione modificato nel 2008.

E tra le tante forme di solidarietà messe in campo, tra le più immediate c’è quella di riempire il proprio carrello della spesa con prodotti tipici delle zone colpite dal sisma.

Così come si fece con il parmigiano reggiano, la cui produzione fu gravemente colpita dal sisma del 2012, protagonista di un “commercio di emergenza”, arriva un primo appello anche per incentivare le vendite del prosciutto di Norcia, dando un piccolo ma grande contributo. Acquistare il prosciutto di Norcia, quindi, per sostenere un’economia locale che ancora trema ma che deve restare in piedi, per portare nella propria tavola una tradizione millenaria che è sopravvissuta a guerre e carestie e che deve sopravvivere al Terremoto.

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Terremoto

La stagionatura di prosciutti, capocolli e salsicce è diventata una specialità talmente tanto radicata negli abitanti di Norcia, da far coniare l’appellativo di ”Norcineria” dato all'attività e di “Norcino” al mestiere. Oltre al famoso prosciutto a Norcia si producono anche capocolli, spallette, lonze, pancette e guanciali; tra gli insaccati ci sono i salami ciauscoli, coppe e salsicce, prodotte anche con carne di cinghiale. 

Raccogliamo e condividiamo, quindi, l’appello del segretario Giacomo Leonelli invitando ad acquistare, sempre ma oggi ancora di più, prodotti tipici delle zone terremotate per sostenere uno spaccato di tradizione gastronomica importante che contribuisce a caratterizzare l’anima di un paese, di una regione e di un’intera nazione.

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