Con l’inizio del nuovo anno, ci sono dei cambiamenti per il limite al prelievo di contante o per il suo utilizzo. La normativa in materia è oggetto come sempre di polemiche e discussioni. Il recente Decreto Fiscale, collegato alla Legge di Bilancio che dal 1° gennaio è entrata in vigore, ha modificato in parte le regole. Ecco come recepire le nuove direttive e rischiare il meno possibile.

Il limite dei 3.000 euro

A seguito dell'entrata in vigore della Legge 208/2015, cioè della scorsa Legge di Stabilità, il limite di denaro che può essere utilizzato in contanti è salito da 1.000 a 3.000 euro. Questa cifra non riguarda le somme che possono essere prelevate o versate nelle classiche operazioni bancarie o postali che i cittadini, come di consuetudine fanno.

Il limite infatti si riferisce a movimenti che implicano il passaggio di denaro tra banca, correntista ed un soggetto terzo. Infatti, in questi casi, il limite obbliga chi deve pagare ad utilizzare strumenti tracciabili quali bonifici, giroconti, carte di credito o assegni. Sull’argomento, ci sono diverse cose che sono state chiarite anche dalla Suprema Corte di Cassazione. La lotta all’evasione ed al riciclaggio infatti prevede che qualora si attuino atteggiamenti sospetti per quanto riguarda lo spostamento di ingenti cifre anche sul proprio conto corrente, si corre il rischio di essere segnalati all’agenzia delle entrate. La Suprema Corte di Cassazione ha sancito che ci può essere ipotesi di autoriciclaggio [VIDEO]per somme di denaro spostante in blocchi di banconote di grosso taglio, sia in sede di deposito che di prelievo.

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Prelievi a rischio controlli?

Ripetiamo, i prelievi di contante, così come i versamenti dai propri conti possono essere fatti liberamente, sempre che non destino il sospetto di voler celare il nero o di evadere il fisco. In pratica se anche dal punto di vista reddituale, le somme spostate sono giustificabili, nessun problema per versamenti e prelievi. Resta però il diritto dell’impiegato allo sportello, di chiedere spiegazioni al cliente circa le somme prelevate o depositate. Sempre l’impiegato, può segnalare all’UIF, che poi è l’Ufficio di Informazione Finanziaria adibito ad organo di controllo, l’operazione ritenuta a sospetta. Una novità per il 2017 proviene da una direttiva della UE e riguarda i contanti che si possono trasportare nei viaggi. Il limite è di 10.000 euro e per pagamenti con carta di credito prepagata, come per esempio, la famosa PostePay, se di importo superiore a 150 euro, sarà necessario mostrare il documento di identità. La novità italiana per i prelievi in Banca e presso le Poste invece, non limita l’utilizzo di queste operazioni, ma sottolinea alcuni rischi. Infatti, per prelievi quotidiani di almeno 1.000 euro e nell’ordine dei 5.000 al mese, anche se fatti tramite sportelli bancomat, possono scattare i controlli dell’Agenzia delle Entrate.