In questo periodo di crisi che ormai si è protratto da anni, e che interessa l’intera penisola, gli Italiani hanno trovato una fonte di reddito alternativa nelle aste online.

Aste on line come opportunità

Nel disfarsi di tutti li oggetti giacenti inutilizzati in cantina, come vecchie monete dimenticate in un cassetto o ricordi di infanzia debitamente custoditi in scatoloni, gli italiani hanno scoperto di quanto possa essere divertente vendere on line tramite siti aste, e di come si possano concludere ottimi affari, senza poi contare il brivido di partecipare ad una vera e propria asta, brivido che conquista sia compratori che venditori.

Tanto è l’attenzione rivolta a questa nuova alternativa fonte di guadagno che si potrebbe parlare perfino di una vera e propria “ Febbre da asta “. In quanto Milioni di utenti giornalmente e quasi maniacalmente seguono l’andamento della propria asta sperando di ottenere il ricavo più alto possibile pur pagando una giusta percentuale al sito.

Cosa bisogna fare per partecipare ad una vendita all’asta online ?

La domanda è più che legittima, ed in realtà partecipare ad un’asta online è meno complicato di quanto si possa immaginare, basta fare attenzione ad alcune condizioni, prima delle quali è l’iscrizione al sito di asta on line, bisogna accertarsi se è gratuito o no, una volta accertato questo è necessario leggere con attenzione il contratto che si sta stipulando,contratto del tutto legale e vincolante quindi fare attenzione anche alle piccole postille illeggibili postille scritte sempre in calce ad ogni contratto, controllare se nel contratto è indicato che la valutazione dell’oggetto è gratuita ( In alcuni siti non lo è ) e naturalmente bisogna tenere conto della percentuale della casa d’asta e delle spese di spedizione ( spesa che in genere sono a carico del compratore e vengono calcolate in base al paese di vendita, il peso e la dimensione ).

Una volta che valutato l’oggetto ed essendo dichiarato idoneo per l’asta da parte degli esperti il gioco è fatto.

Ci sono rischi ?

Assolutamente no. Tutte le operazioni di compravendita tramite una asta sono perfettamente trasparenti ed inoltre il ricavato non è soggetto a tassazione, in quanto ogni aspetto legale e fiscale viene regolarizzato al momento in cui si accetta il contratto stipulato tra il venditore e la casa d’asta. Insomma è proprio il caso di dire che disfarsi del passato è utile, liberatorio e come in questo caso anche redditizio.