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Lufthansa ha presentato ad Alitalia la propria proposta per rilevare la compagnia aerea italiana. Il piano predisposto da Carsten Spohr, a.d. del vettore tedesco, prevede il mantenimento di tutti i piloti e di tutti gli assistenti di volo, delle rotte domestiche ed europee, di una parte dei settori manutenzione e amministrazione. fiumicino aeroporto hub, valorizzati Malpensa e Linate. Rimarrebbero fuori dall’offerta il settore handling, che tuttavia è oggetto di interesse da parte di altri operatori, tutte le rotte non economiche e i velivoli che consumano troppo carburante: la livrea tricolore ora riveste 123 aerei, ne rimarrebbero tra i 90 e i 100 al massimo.

Con queste caratteristiche, Alitalia potrebbe avere un futuro definito, non sarebbe né svuotata né messa ai margini del mercato.

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Con i 6.000 dipendenti che sarebbero assorbiti da Lufthansa, il settore della manutenzione unanimemente valutato di alto livello, con la competenza e la professionalità riconosciute agli equipaggi, si potrebbe integrare con la compagnia tedesca e proseguire in una realtà concreta con ottimi margini di sviluppo.

Offerti 250 milioni di euro, ma possono aumentare

L’offerta economica è quantificata in 250 milioni di euro: questa cifra però potrebbe essere rivista al rialzo fino a raddoppiare in funzione di accordi che possano essere raggiunti con governo e fornitori. Quanto sviluppato in questi mesi dal commissario straordinario Gubitosi ha permesso di ridurre i costi, soprattutto grazie alla revisione di tutti i contratti legati alla fornitura di carburanti e al leasing, oltre a una miglior efficienza della flotta.

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Oltre 140 milioni di euro risparmiati che hanno portato a un significativo miglioramento della gestione operativa e che, grazie a sinergie di gruppo portate avanti da Lufthansa, possono portare a ulteriori incrementi.

Non più di 2.000 esuberi

Gli esuberi, considerate le proposte concrete che coinvolgono l’handling (i servizi di assistenza agli aerei e ai passeggeri a terra), non supererebbero le 2.000 unità.

Le altre offerte non sarebbero state giudicate analogamente convincenti: il fondo Cerberus rileverebbe sì tutti gli asset [VIDEO] aziendali, ma solo per rivenderlo con il classico sistema dello “spezzatino”, senza alcuna garanzia futura per i dipendenti. Inoltre, poiché il fondo Cerberus è statunitense, non potrebbe acquistare la maggioranza della società italiane e occorrerebbe studiare diverse modalità per portare a termine l’acquisizione di tutti gli asset Alitalia.

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Fiumicino quinto “hub” per Lufhtansa, Linate e Malpensa dedicati ai voli diretti

Il piano operativo sviluppato da Spohr dovrebbe essere simile a quello attuato per Swiss, che dopo un drammatico periodo post-acquisto è recentemente tornata ad assumere personale. L’aeroporto romano di Fiumicino dovrebbe diventare il quinto “hub” per la compagnia tedesca, mentre Linate e Malpensa sarebbero dedicate maggiormente ai “point to point” (voli diretti tra aeroporto di partenza e destinazione, senza scali intermedi) e per i trasporti merci in container verso l’estero (feederaggio). Da Roma partirebbero invece i voli diretti negli Stati Uniti, oltre a centro e sud America.

Il punto chiave sembra però essere quello del personale: minore sarà il numero dei tagli definitivi, maggiori saranno le possibilità di accordo e soprattutto di rapida attuazione del nuovo piano industriale.