Il potere è sempre stato conoscenza, capacità di guidare, è leadership. Diversi sono stati gli strumenti per controllarli nel corso dei millenni. Dalla forza bruta si è passati alla strutturazione sociale per caste, al condizionamento religioso e civile spesso interconnessi quando non in competizione, situazione che però minava delicati equilibri. Un cammino lungo verso la tecnologia sempre più spinta che è divenuta la chiave di volta per tutto o quasi.

Oggi, secondo Alessandro de Luyk, esperto in web e comunicazione digitale, social media ed economia, dominano quelli che possono essere definiti i “nuovi poteri oracolari degli algoritmi come predittori del futuro, ma siamo diventati un principato tecnologico della nazione a stelle e strisce visto che il colonialismo tecnologico prevede paesi che fanno da traino e altre nazioni che acquistano tecnologia e restano imbrigliate in un eterno rapporto di fornitura, un rapporto di sudditanza”.

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De Luyk è autore di “Social Media Marketing – Fra Ugc ed Algoritmi” (Lupetti – Editori di Comunicazione), è esperto profondo dei multi media, dello storytelling e seo, creatore di realtà che curano la comunicazione digitale per molte società.

Una complessa galassia virtuale quella in cui naviga Alessandro de Luyk, parte fondante di un universo che oggi non è affatto irreale per la sua capacità di guidare e influenzare gli umori diffusi, il potere, il denaro, creare personaggi e movimenti o decretarne la fine.

Il volume è stato presentato a Milano il 27 febbraio 2018 alla Lupetti Editore. Prossime altre tappe come a Trieste il 22 marzo, ore 17 al Circolo della Stampa.

Intervista a Alessandro de Luyk sul nuovo libro "Social Media Marketing - Fra UGC ed Algoritmi"

“Il nuovo capitale emergente è quello algoritmico, chi possiede il migliore algoritmo possiede il mondo - sottolinea Alessandro de Luyk - Gli algoritmi sono il braccio armato del nuovo capitale dell’economia sintetica o economia dell’intelligenza macchinica e sarà proprio l’algoritmo definitivo a essere l’ultima invenzione dell’uomo.

Siamo entrati nell'era del nuovo colonialismo macchinico e algoritmico”.

E qui entrano in campo le realtà della comunicazione globale, dei social sempre più fusi nel loro dualismo virtualità-realtà, capaci di indirizzare elezioni, quindi opinioni, mode, acquisti, portare al calor bianco arene di confronti intellettuali, ideologici e anche di non-ideologie, ma sempre indirizzate.

“Tutta l’ecologia algoritmica difende un intento comune, fare senza eccezioni gli interessi del vendor o della piattaforma, vantaggi che non sono mai corrispondenti a quelli del pubblico e degli utenti - evidenzia de Luyk - Il General Intellect e le varie teorie marxiste del capitale contemporaneo rivendicano delle azioni rivoluzionarie, ma a mio vedere tutte partono da presupposti capitalistici che non hanno poi una loro base di originalità. Non si staccano dallo sfondo che poi vorrebbero sovvertire”.

“C’è chi ad esempio propone di utilizzare le piattaforme sociali a questo scopo - prosegue l'esperto e scrittore - ma i Social mettono in atto un fenomeno che permetterà una comprensione sempre più granulare delle interazioni sociali.

In un Social 1.000 persone creano 1.000.000 di connessioni potenziali e se cerchiamo nella rete gli amici degli amici che possono diventare amici (dei primi), i casi diventano 1.000.000.000”.

"Social Media Marketing - Fra UGC ed Algoritmi", la visione mondiale svelata

Il panorama è tracciato. Lo scenario allestito è già utilizzato da tempo per le sue rappresentazioni sociali senza che, ancora, si possano conoscere due elementi: il futuro livello e le capacità di successo delle future opere (social-logaritmiche) recitate in questo ambito.

Il volume “Social Media Marketing – Fra Ugc ed Algoritmi” è appena riassumibile in queste affermazioni.

Ha circa 400 note a piè pagina, oltre 350 pagine e molti riferimenti tratti da articoli on-line.

Una ricca lista, qui solo indicativa, di portali come: NY Times, The Guardian, Corriere e Repubblica per l’Italia, HBR (Harvard Business Review), Deloitte, Fortune, Wall Street Journal, Washington post Forbes, Time, Ted (Technology Entertainment and design), ProPublica; per i siti tecnici di SEO e SEM, HubSpot e Moz; per le statistiche, PewInternet, Search Engine Journal, Search Engine Watch, Social Media Examiner e altri.

Sul nome dato al libro, l'autore è esplicito sulla sua scelta che è pratica oltre che manifestazione del mondo editoriale di oggi: “Un titolo non può essere originale e non basta che sia esplicativo del tema, ma è quasi d’obbligo che sia anche SEO Friendly. Brutale, forse. Ecco, grosso modo, la sintesi dell’aria che tira nel mercato editoriale”.

“Sii visibile e usa l’umore benevolo degli algoritmi per fare un buon titolo - prosegue - ecco l’attuale mantra pensiero per poter vendere on-line senza ingenti spese di promozione. In caso diverso devi avere la copertina firmata da un Bruno Vespa o da Sgarbi... ma allora ricadiamo nel vecchio cliché della TV e dei suoi poteri tentacolari”.

Nulla si crea e nulla si distrugge, anche nell'approccio umano. Alessandro de Luyk lo ha spiegato bene alla presentazione milanese. Si riutilizzano schemi primitivi anche se gli obiettivi cambiano radicalmente. “Come gli antichi si ingraziavano gli dei con riti e sacrifici votivi - racconta - oggi dobbiamo blandire i nuovi dei sintetici, gli algoritmi, pur di averli dalla nostra parte. Non potendo fare riti propiziatori ci limitiamo a nominare le nostre opere come loro se l’aspettano”.

“Ed è sotto queste specifiche che è nato il sottotitolo - dice de Luyk - quello che poi ci dice 'di più', dischiude l’orizzonte di pertinenza semantica che ha valore effettuale nel significare e riassumere il senso saliente dell’opera. 'Fra UCG ed algoritmi', fra User Generated Content ed algoritmi. Per chi non lo sapesse, gli UGC sono i contenuti creati dagli utenti della rete, dai consumatori, dal pubblico”.

“Invece gli algoritmi non necessitano presentazioni - conclude - Nel capitolo dedicato al Social Commerce viene approfondito il tema degli algoritmi di Amazon delle recensioni e anche dei sistemi di repricing, ovvero delle politiche dei prezzi dinamici generate dal calcolo macchinico”.

Struttura e fonti di "Social Media Marketing - Fra UGC ed Algoritmi"

Otto i capitoli principali: Dalla fotografia analogica al selfie, dal fan all'influencer; UGC, User Generated Content; Social Media e Social Network; Piattaforme usate per produrre e distribuire UGC; Content Curation; Dal Purchase Funnel al Customer Decision Journey; Social Media Monitoring and Listening; Social Commerce.

Prefazione a cura di Fabio Venturi, consulente di direzione e formatore per l'area strategica, marketing & sales, amministratore dello studio Venturi, autore del libro “Reinventare la strategia. Dalla guerra dei prezzi alla competizione pacifica”.

Fotografie, grafici, immagini esplicative, circa una novantina, arricchiscono le descrizioni nel testo.

Nel primo capitolo uno degli approfondimenti tratta di una delle distorsioni-strumenti tipici dei social, le Fake News inserendo in questo tema che sviluppa la credibilità delle verità, l'articolo “La fine della verità” o "The long read - How technology disrupted the truth" firmato il 12 luglio 2016 da Katharine Viner, nuova direttrice del The Guardian.

Nel volume de Luyk sottolinea la tensione, dovuta anche alla tipologia di strumenti, che sta portando la lingua comune verso il basso o, come ha fatto l'autore citando Pierpaolo Pasolini, una deriva verso una cultura bassa. Già dai primi sms e tweett, con il numero limitato di caratteri da poter utilizzare, la lingua si trasforma, deve essere utile, trasmettere subito e nulla più.

Social Media Marketing – Fra Ugc ed Algoritmi” svela quindi il presente e il passato sociale, della comunicazione, racconta i meccanismi di una nuova forma di espressione che è emersione personale oltre che dei propri contenuti, le strategie, gli strumenti, le ricette digitali al profumo di algoritmi.