Meno contante si può utilizzare, meno evasione fiscale si crea, questa potrebbe essere l'idea che sta spingendo il governo a varare un pacchetto di misure che faranno da contrasto all'uso di denaro contante. A dire il vero tutto è già stato inserito nella legge di Bilancio, ma la Manovra è stata stesa con clausola "salvo intese" e questo apre alle più disparate ipotesi, almeno fino a quando le due Camere non approveranno l'atto.

Inoltre, all'interno della maggioranza di governo sembra ci siano frizioni che riguardano tra i tanti punti, anche questo sulla lotta al contante. Molte delle misure che il governo ha inserito nella Manovra che qualche giorno fa, il Consiglio dei Ministri ha approvato, riguardano proprio la lotta all'evasione. Tutto è pronto per questo cambiamento radicale delle abitudini degli italiani che l'insieme di queste misure dovrebbe scatenare.

I critici parlano di Manovra ideologicamente di sinistra, perché guarda più ai lavoratori dipendenti che alle partite Iva. Sono proprio le misure anti evasione e soprattutto quelle di contrasto all'uso del contante quelle che più rischiano di gravare sui lavoratori autonomi. Tra l'altro, l'idea che il governo possa fare cassa con queste misure è inteso in un'ottica di medio lungo periodo, perché nell'attualità si tratta di misure che gioco forza il governo dovrà coprire economicamente.

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L'utilizzo di strumenti elettronici da parte dei clienti di professionisti e negozianti, va incentivato con bonus e premi che rappresentano sicuramente un costo per le casse erariali.

Il tetto del contante

Usare le carte di credito, i bancomat o le carte ricaricabili non è gratuito. In effetti sulle operazioni spesso si pagano le commissioni bancarie e questo è il primo aspetto che il governo, se davvero la Manovra verrà approvata con tutte le novità anti evasione, dovrà chiarire.

Occorrerà aprire una discussione con l'Associazione delle banche (ABI) affinché vengano abbassate le commissioni che oggi gli istituti di credito adottano. Oggi il tetto massimo di contante utilizzabile per una transazione è pari a 3.000 euro. Adesso si pensa a ridurre il tetto a 2.000 euro per portarlo poi nel 2022 a 1.000 euro come era già stato in vigore nel 2015. Il tetto non farà sconti, perché riguarderà tutti i trasferimenti tra soggetti diversi e non consentirà trucchi come i pagamenti frazionati fatti ad hoc per aggirare il limite.

L'unica possibilità che la normativa potrebbe concedere è l'accordo tra cliente e fornitore del bene e servizio sulla dilazione di pagamento. Naturalmente nessuno potrà vietare ad un cliente di un supermercato o di un mini market di provvedere a fare pagamenti differenziati in più casse o dopo più file.

I problemi per le Partite Iva

Come accennato in premessa, sulla Manovra c'è l'alone di essere pro lavoratori dipendenti e contro gli autonomi.

Un sospetto che si evince bene da un articolo del quotidiano Italia Oggi. Se delle dotazioni che il governo ha in mano per la legge di Bilancio, al netto di ciò che si è speso per disinnescare l'aumento dell'Iva, 6,5 miliardi si spendono per i lavoratori subordinati, evidente che per gli autonomi rimanga poco o non rimanga niente. Infatti 3 miliardi si spenderanno per l'aumento dei salari dei lavoratori dipendenti del settore privato, mentre 3,5 miliardi saranno destinati al nuovo contratto collettivo nel Pubblico Impiego, con aumenti salariali che si ipotizza, saranno superiori all'aumento del costo della vita.

Per le Partite Iva la Manovra prevede aspetti per certi versi negativi. Basti pensare alla doppia sanzione sui pos. In pratica, il commerciante che negherà al cliente la possibilità di pagare con il bancomat tramite pos, persuadendolo ad utilizzare il contante, potrà andare incontro a due sanzioni. La prima di 30 euro come multa fissa, mentre la seconda sarà commisurata all'entità della transazione che il cliente avrebbe voluto pagare con la propria carta elettronica, nella misura del 4%. Sarà la Polizia Giudiziaria a comminare queste sanzioni che però partiranno solo dietro denuncia del cliente.

Incentivi all'uso di strumenti di pagamento tracciabili

Nel 2020 era già prevista una novità radicale nel commercio al dettaglio, cioè lo scontrino elettronico. I registratori di cassa dal 2020 dovranno essere adeguati o sostituiti alla novità che prevede la trasmissione giornaliera da parte del commerciante, al Fisco, degli incassi giornalieri. Parallelamente partirà anche la lotteria degli scontrini, con il cliente che parteciperà ad estrazioni periodiche dei premi, fornendo il proprio codice fiscale all'esercente a cui sta per pagare un conto per qualsiasi cosa stia acquistando.

La trasmissione telematica della transazione che per il commerciante sarà fiscale, per il contribuente sarà valido come tagliando di partecipazione alla lotteria. Il commerciante che non comunica il codice fiscale del cliente sarà assoggettabile a multe da 500 a 2.00 euro. Infine, potrebbe nascere il cosiddetto bonus befana, cioè il rimborso che i contribuenti riceveranno una volta l'anno (il 6 gennaio) su tutte le spese sostenute e che hanno pagato utilizzando strumenti di pagamento differenti dal contante.

Il cosiddetto "cashback" deve ancora essere definito, ma l'idea è quella di coinvolgere i clienti di parrucchieri, idraulici, elettricisti e di tutti i settori dove l'esecutivo pensa sia più alto il rischio evasione. Una parte del prezzo che il cliente ha sostenuto per l'acquisto di beni e servizi, dovrebbe essere restituito allo stesso, con ricariche sulle stesse carte di credito o bancomat utilizzate per i pagamenti.

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