Negli ultimi anni, quello della manovra finanziaria, non è mai stato un passaggio facile. Da Bruxelles starebbe per arrivare una lettera in cui saranno chiesti dei chiarimenti all'attuale governo italiano su quelle che saranno le direzioni che si andranno ad intraprendere.

Un destino che, a quanto pare, accomunerebbe anche altri paesi, tra cui la Spagna. Tuttavia, dall'esecutivo si sarebbero già levate voci rispetto al fatto che l'epistola rientrerebbe nella gamma di passaggi che testimoniano l'avvenuta instaurazione di un dialogo ormai costruttivo con gli organi Ue. Non a caso diversi organi di stampa hanno riferito che i vertici italiani ritengono già di ritenere il fatto un "atto dovuto".

L'Italia non sarà la sola a ricevere la missiva

La Commissione Europea, grazie all'articolo 473/2013 avrebbe facoltà di interpellare gli stati membri affinché, in maniera preliminare, indichino quali siano i reali progetti economici che, per forza di cose, vanno ad incidere sui conti. Si tratta di un passaggio che avviene subito dopo l'avvenuta presentazione di bozza della manovra. Al momento, si sa che l'Italia dovrebbe essere in buona compagnia, considerato che anche altri pesi rientreranno nel gruppo di coloro i quali avranno recapitata la missiva.

Non è la prima volta

Altre missive dello stesso tenore erano partite da Bruxelles ed erano arrivate a Roma negli anni passati, con particolare riferimento al 2014, al 2016, al 2017 ed al 2018. Al governo italiano toccherà naturalmente rispondere e c'è attesa di capire se sarà, eventualmente, richiesto qualche tipo di modifica rispetto a quelli che sono stati i progetti proposti nella bozza. Indipendentemente da ciò che accadrà, occorre comunque precisare che sembrano decisamente lontani i toni dell'anno scorso quando il governo minacciava di andare avanti per la propria strada qualora dall'Unione Europea e dalla Commissione in particolare fossero arrivati ditktat che imponessero scelte diverse da quelle fatte.

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Oggi sembrano esserci i margini affinché possa essere instaurato un altro tipo di dialogo, qualunque sia la richiesta proveniente da Bruxelles Sotto la lente d'ingrandimento, secondo quanto riporta l'Adnkronos, ci sarebbe l'elevato importo stimato dalla lotta all'evasione fiscale come potenziale ingente cifra da recuperare. Una previsione che l'Ue potrebbe non vedere di buon occhio, considerato che spesso a Bruxelles queste cifre vengono considerate aleatorie.

L'Italia provvederà in ogni caso a rispondere e qualora i chiarimenti non fossero ritenuti sufficienti si andrà ad un passaggio successivo. Quello in cui l'Unione Europea richiederà un documento programmatico di bilancio rivisto.

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