Ancora una volta, e a distanza di un anno, l'Unione Europea richiama l'Italia nell'ambito della Manovra finanziaria. Dunque la dinamica è la stessa, ma le differenze sono pressoché notevole. Se la lettera spedita al precedente governo Movimento Cinque Stelle-Lega aveva fatto registrare un'impennata dello spread, attestandosi oltre i 300 punti base, quella inviata all'attuale esecutivo giallo-rosso ha avuto solo un leggero impatto sul differenziale tra Btp e Bund, che si è andato via via stabilizzando.

L'Unione Europea: 'Il richiamo deve essere preso seriamente'

Il Vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici avvertono il governo italiano che la lettera di richiamo non deve essere presa sottogamba, in quanto nella lettura del Documento programmatico della legge di Bilancio 2020 è emerso che non sono stati rispettati i parametri di riduzione del debito pubblico.

Pertanto l'invito è di fornire chiarimenti entro domani, 23 ottobre, affinché la Commissione possa procedere con una valutazione accuratissima "prima di dare l'opinione formale alla Manovra". Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte non si dice preoccupato e, al margine di un vertice alla Confesercenti afferma che "Daremo all'Unione Europea i chiarimenti necessari".

Il clima tra Roma e Bruxelles

Ciò che viene espressamente puntualizzato è che tra Roma e Bruxelles l'atmosfera è molto più distesa e i toni sono molto più pacati da quando ad occupare il ministero dell'Economia è Roberto Gualtieri.

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A confermarlo sono i due autori della lettera, Dombrovskis e Moscovici: se lo scorso anno avevano chiesto all'Esecutivo giallo-verde di modificare sostanzialmente la Manovra per evitare di incorrere nella procedura d'infrazione, adesso non c'è stata la richiesta di una riscrittura del testo della Manovra stessa.

Tuttavia, parola d'ordine è "crescita" e Bruxelles teme per l'Italia una crescita piatta o, addirittura, nulla.

Una situazione per nulla diversa da quella che si sta verificando nell'Eurozona nel suo complesso. Sul tema del rilancio della crescita si sofferma la presidente della Confesercenti Patrizia De Luise in occasione dell'Assemblea nazionale, il cui testo è stato riportato integralmente da Il Foglio.

"La cosa più importante - dichiara la De Luise - è rilanciare la crescita. Una crescita di qualità, che crei posti di lavoro, che dia opportunità ai giovani, che promuova innovazione in armonia con i territori".

Rafforzamento degli strumenti di investimento per le imprese, creazione di nuove attività per evitare l'esodo dei giovani. Insomma l'equilibrio di innovazione e tradizione sono i due poli attrattivi tramite cui l'Italia può incidere enormemente e positivamente sull'economia europea. "L'italia - prosegue la presidente - è uno dei paesi fondatori dell'Unione Europea e il suo posto è in Europa, al centro delle decisioni che determineranno il futuro del Continente".

De Luise: 'Lo stop all'Iva è stato un passaggio fondamentale'

A proposito dello scongiurato aumento dell'Iva, la presidente De Luise sostiene che questo sia stato un passaggio fondamentale, "un'iniezione di fiducia per il Paese", sebbene il quadro complessivo non sia del tutto soddisfacente.

A conclusione del discorso, Patrizia De Luise - rivolgendosi al premier Giuseppe Conte - si sofferma sulla lotta all'evasione.

"Sono d'accordo con il Presidente- spiega - la lotta all'evasione non si fa con gli slogan, ma con i mezzi di cui lo Stato dispone. E se la moneta elettronica sarà utile per combatterla, ben venga".

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