La Sardegna ha registrato un aumento significativo dell'occupazione tra il 2023 e il 2025. In questo biennio, il numero di occupati è cresciuto di 21.000 unità, passando da circa 577.000 a circa 598.000 persone. Questo dato emerge dal rapporto “Sardegna, il valore del lavoro. Salari, occupazione, produttività, contrattazione e sviluppo”, realizzato dal Centro Studi “Giannetto Lay” della CISL Sardegna, che tuttavia evidenzia un quadro complesso.

Nonostante la crescita occupazionale, le retribuzioni reali in Sardegna hanno subito una diminuzione preoccupante.

Tra il 2008 e il 2023, si è registrato un calo del 15,2%, una flessione ben più marcata rispetto a quella osservata nel Mezzogiorno (‑12,5%) e a livello nazionale (‑6,2%).

Il Mercato del Lavoro in Sardegna: Tassi e Contratti

Nel 2025, il tasso di occupazione nella fascia d'età 15-64 anni ha raggiunto il 58,2%, mostrando un incremento rispetto al 57,7% dell’anno precedente. Sebbene questo valore collochi la Sardegna nettamente al di sopra della media del Mezzogiorno, l'isola rimane ancora distante dalla media italiana.

Analizzando le tipologie contrattuali, si osserva una differenziazione. Nel 2025, la spinta maggiore alla crescita dell’occupazione è venuta dai contratti a tempo indeterminato, che hanno contribuito in modo sostanziale alle nuove posizioni lavorative.

Tuttavia, nei primi mesi del 2026, l’aumento è stato trainato prevalentemente dai contratti a termine, indicando una potenziale variazione nelle dinamiche del mercato.

La Continuità Lavorativa: Un Aspetto Critico

Un’ulteriore criticità evidenziata riguarda la continuità del lavoro. Nel 2023, le giornate retribuite dei dipendenti sardi rappresentavano mediamente il 72,9% delle giornate teoricamente lavorabili. Questo dato è inferiore alla media nazionale, che si attestava al 78,9%, suggerendo una maggiore discontinuità nelle carriere lavorative sull'isola.

Le Retribuzioni Reali: L'Analisi della Banca d'Italia

Un’analisi indipendente conferma la grave situazione delle retribuzioni. Tra il 2008 e il 2023, le retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti nel settore privato in Sardegna sono diminuite del 15,2% in termini reali, riaffermando il dato già rilevato.

Questo calo, più accentuato rispetto al Mezzogiorno (‑12,5%) e all’Italia (‑6,2%), è attribuibile a una forte flessione successiva alla crisi del debito sovrano.

La dinamica negativa è stata ulteriormente aggravata da un calo nel biennio 2022-2023, periodo in cui l’aumento dell’inflazione e il ritardo nell’adeguamento delle retribuzioni nominali hanno eroso ulteriormente il potere d'acquisto dei lavoratori.

Di fronte a questo scenario, la CISL Sardegna propone l'apertura di un confronto per la definizione di un Patto regionale per la produttività, i salari e la qualità del lavoro, con l'obiettivo di affrontare le sfide attuali e future del mercato del lavoro isolano.