La vendemmia 2026 nell'alta Valsusa è iniziata con la raccolta dei primi grappoli di uve bianche. L'Unione Montana Alta Valle Susa segnala volumi produttivi in linea con l'anno precedente e una qualità dei grappoli giudicata molto alta, nonostante un'annata segnata da condizioni meteorologiche avverse.
La stabilità delle quantità si accompagna a premesse organolettiche positive. La qualità dei grappoli è definita straordinaria, un risultato notevole dopo una stagione difficile per i viticoltori locali, alle prese con siccità, caldo persistente e altre difficoltà climatiche.
La viticoltura eroica in alta Valsusa
Giancarlo Martina, produttore e vicesindaco di Giaglione, ha descritto una stagione complessa. La qualità delle uve è favorevole per i vini a denominazione d'origine, ma siccità e caldo persistente hanno ridotto la dimensione dei grappoli, rendendoli più piccoli e disidratati, effetto dell'estate calda e secca.
La viticoltura eroica dell'area richiede presidio costante e attenzione continua. Per le vigne da Giaglione in su, è fondamentale un continuo supporto da ricerca scientifica e innovazione tecnologica. L'obiettivo è tutelare la biodiversità autoctona e la specificità delle produzioni locali.
Il contesto della vendemmia nel Torinese
Nel Torinese, la vendemmia 2026 è partita con la raccolta delle uve bianche per lo spumante.
Le uve rosse saranno raccolte a metà settembre. Coldiretti Torino stima un calo produttivo medio del 20%, attribuito a siccità e alte temperature. Nelle aree del Canavese colpite dalla Popillia japonica, la diminuzione può arrivare fino al 50%.
Nonostante il calo quantitativo, la valutazione sulla qualità delle uve rimane positiva anche nel contesto provinciale. In provincia di Torino si contano 752 viticoltori.