A Rimini, il dibattito sul futuro delle spiagge si intensifica, in vista della prossima riassegnazione delle concessioni e dell’elaborazione del nuovo Piano dell’Arenile del Comune. In questo contesto cruciale, gli albergatori, rappresentati da Federalberghi Rimini e dalla presidente Patrizia Rinaldis, esprimono un forte dissenso contro l’impostazione che privilegia ampie macro aggregazioni degli stabilimenti balneari. La categoria chiede all’amministrazione comunale di valutare con attenzione anche soluzioni basate su micro aggregazioni, ritenute più adeguate al peculiare modello turistico locale.

La contesa ruota attorno ai criteri di accorpamento previsti per il litorale riminese. Sebbene in precedenza i balneari avessero sollevato critiche su una bozza di bando nazionale, temendo corsie preferenziali per gli albergatori, ora è proprio Federalberghi a focalizzarsi sulle normative locali. La preoccupazione principale è che vasti tratti di arenile possano finire sotto il controllo di un numero ristretto di gestori, limitando significativamente la concorrenza e le opzioni di scelta disponibili per cittadini e turisti.

Le richieste di Federalberghi al Comune

Patrizia Rinaldis sollecita una verifica approfondita dell’impianto previsto dal Piano dell’Arenile, sottolineando l’importanza strategica di non escludere le micro aggregazioni.

La presidente di Federalberghi Rimini evidenzia come questa richiesta sia intrinsecamente legata al modello turistico locale, che si fonda sul rapporto diretto e personalizzato tra alberghi, bagnini e clienti. "Questo rapporto diretto con il bagnino va mantenuto", afferma Rinaldis, evidenziando la specificità del sistema di accoglienza riminese.

Una delle maggiori inquietudini riguarda l’eccessiva estensione delle macro aree. Rinaldis suggerisce un limite massimo di 300 metri per le singole concessioni, giudicando eccessivi i tratti da 500 metri. La presidente segnala inoltre il rischio concreto che due o più macro aggregazioni contigue possano creare un unico blocco di quasi un chilometro gestito da un solo proprietario.

In tale scenario, il tema della concorrenza assume un’importanza capitale: "dove c'è un monopolio non c'è concorrenza e non c'è neanche possibilità di scelta", dichiara Rinaldis, evidenziando le potenziali ricadute negative sull'offerta, sulla qualità dei servizi e sui prezzi.

La consultazione pubblica e le proposte correttive

Il confronto si inserisce nel quadro della consultazione promossa da Palazzo Garampi, il cui termine per la presentazione delle osservazioni è fissato al 18 settembre 2026. Questa fase è presentata come esplorativa e non vincolante per la programmazione delle future gare. Le osservazioni degli albergatori, come sottolineato da Rinaldis, mirano a evidenziare l’impatto economico e sociale delle macro aggregazioni previste dal Piano dell’Arenile, sostenendo che una concentrazione troppo ampia possa alterare il tradizionale modello di accoglienza riminese.