Roma, 25 settembre 2026 – La Banca d’Italia ha richiesto a Banca Ifis l'adozione di nuove misure e la presentazione di piani correttivi. L'ispezione, condotta tra gennaio e giugno 2026, ha portato a un giudizio parzialmente sfavorevole per l'istituto, con rilievi in diverse aree operative e di controllo.
I rilievi dell'Autorità di Vigilanza hanno riguardato molteplici profili: antiriciclaggio (AML) e compliance, rischio ICT e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito, NPL acquisiti da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business.
Per affrontare tali questioni, sono stati richiesti un piano di intervento specifico per AML e compliance e un piano di rimedio prudenziale.
Le richieste di intervento per Banca Ifis
Il piano di rimedio prudenziale prevede una riqualificazione degli assetti di governo societario, con l'integrazione di nuove competenze e professionalità. Sono inoltre richiesti il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, l'elaborazione di un nuovo piano industriale di gruppo e la revisione dei processi nei settori del credito, degli NPL e delle cartolarizzazioni.
Un ulteriore intervento richiesto è la predisposizione di un piano per rafforzare il sistema di gestione e controllo del rischio ICT e della sicurezza operativa.
Banca Ifis ha dichiarato piena collaborazione con la Vigilanza, assicurando che le misure non comprometteranno le attività in corso, quali la cessione del business NPL e la trasformazione in banca universale al servizio di imprese, imprenditori e famiglie.
Contesto strategico: Piano industriale e NPL
Il business NPL era già stato oggetto di una comunicazione del 26 giugno 2026. In tale data, Banca Ifis aveva annunciato di non formulare previsioni per il 2027 prima del completamento del deconsolidamento degli NPL e della presentazione del nuovo Piano industriale, atteso per gennaio 2027. Il CEO, Frederik Geertman, aveva collegato il nuovo piano agli effetti delle operazioni straordinarie annunciate.
Nella conference call con gli analisti erano stati richiamati accantonamenti di natura straordinaria, tra cui ů