Alla vigilia della Milano Fashion Week, in programma a partire dal 22 settembre 2026, Mario Boselli, figura di spicco nel panorama delle relazioni economiche e culturali tra Italia e Cina, ha delineato una visione chiara per il futuro del Made in Italy. In qualità di presidente della Fondazione Italia Cina e presidente onorario di Camera Nazionale della Moda Italiana, Boselli ha posto l'accento sull'importanza strategica di rafforzare la presenza cinese nel sistema moda italiano. Il suo intervento, che arriva da Milano il 19 settembre 2026, sottolinea come l'internazionalizzazione debba riguardare sia l'offerta sia la domanda, con la Cina identificata come un mercato centrale e irrinunciabile per l'eccellenza italiana.
Boselli ha evidenziato come il rilancio delle relazioni con il mercato cinese sia intrinsecamente legato a una maggiore partecipazione di operatori cinesi alla Milano Fashion Week. Ricordando un passato di grande successo, ha sottolineato che, negli anni di maggiore espansione, la Cina ha rappresentato per alcuni dei principali marchi italiani una quota significativa, raggiungendo fino al 50% delle esportazioni. Questa prospettiva storica rafforza l'urgenza del suo appello: “Dobbiamo quindi tornare ad avere una Cina cliente del nostro Made in Italy”, una dichiarazione che sintetizza l'obiettivo primario di questa strategia di riavvicinamento commerciale e culturale.
La Milano Fashion Week come volano per il Made in Italy
Il sistema moda italiano, pur essendo riconosciuto globalmente per la sua qualità e creatività, è caratterizzato da una complessa struttura che include numerose imprese medio-piccole e marchi che, pur non godendo della notorietà delle griffe di primissima fascia, possiedono una qualità intrinseca, un prodotto distintivo e una forte identità. Queste realtà, sebbene dotate di una crescente capacità di affermarsi sui mercati esteri, necessitano di un contesto robusto e strutturato per poter incontrare efficacemente la domanda internazionale. In questo scenario, la Milano Fashion Week emerge come uno strumento operativo fondamentale, un vero e proprio crocevia dove l'offerta italiana può dialogare e connettersi con gli operatori esteri, con un'attenzione particolare rivolta al mercato cinese.
La funzione del prestigioso calendario milanese è stata riassunta da Boselli con una frase incisiva: “Il calendario della Fashion Week è una sintesi molto concreta di questo modello.” Questa affermazione evidenzia come l'evento non sia solo una vetrina, ma una piattaforma strategica per l'incontro tra domanda e offerta. Il presidente della Fondazione Italia Cina ha collegato in modo diretto il rilancio dell'Italian Style a investimenti mirati nell'internazionalizzazione. L'obiettivo è creare le condizioni ottimali affinché i mercati esteri, e in particolare quello cinese, possano tornare a essere clienti privilegiati del Made in Italy. In tale ottica, favorire attivamente la presenza di delegazioni e operatori cinesi alla settimana della moda è considerato un passo concreto e realizzabile nell'ambito dell'edizione imminente, essenziale per riaffermare la posizione dominante dell'Italia nel settore.