Le organizzazioni Legacoop e Federcoop Romagna hanno lanciato un forte allarme il 15 settembre 2026, da Bologna, riguardo la grave crisi che ha colpito l’allevamento e la pesca di molluschi nella regione. L’estate del 2026 ha visto le alte temperature dell’acqua causare una consistente moria di cozze negli allevamenti costieri. In alcune aree, a questo fenomeno si è aggiunta anche la presenza di mucillagine, aggravando ulteriormente la situazione. Le cooperative hanno sollecitato interventi urgenti da parte delle istituzioni per sostenere il settore.
Le stime fornite dalle cooperative rivelano perdite produttive medie tra il 60 e il 70%, con picchi che raggiungono il 100% della produzione in alcune realtà specifiche. A questo danno diretto sulla produzione si somma una preoccupante mancanza di seme, con punte del 90% in certi casi. Questo dato è stato messo a confronto con l’estate del 2024, quando la carenza di seme si attestò tra il 50 e il 60%, portando a un drastico calo del prodotto disponibile già dalla primavera del 2025. La situazione attuale si presenta quindi come un peggioramento significativo.
Produzione 2027 a rischio
La scarsità di seme è un fattore che, secondo le organizzazioni, rischia di compromettere seriamente l’andamento della molluschicoltura per l’anno 2027.
Il problema, come sottolineato dalle cooperative, non riguarda unicamente le cozze già colpite dalla moria, ma si estende alla futura disponibilità produttiva. Per tale ragione, Legacoop e Federcoop Romagna hanno collegato l’allarme alla necessità di misure concrete e immediate a favore delle imprese della pesca e dell’acquacoltura, evidenziando l'urgenza di un intervento.
Mirco Bagnari e Giorgia Gianni, responsabili del settore pesca e acquacoltura di Legacoop Romagna, hanno interpretato quanto accaduto nell’estate 2026 come un chiaro segnale della vulnerabilità del mare di fronte ai cambiamenti climatici. Le richieste avanzate dalle organizzazioni includono un sostegno mirato alle imprese e alla salvaguardia dell’occupazione, oltre a un rafforzamento del rapporto con il mondo della ricerca scientifica.
Nel comunicato di allarme è stata esplicitamente usata la formula: “Urgono interventi a sostegno del settore”.
L'intervento della Regione Emilia-Romagna
La Regione Emilia-Romagna si era già pronunciata sulla questione il 27 agosto 2026, comunicando una moria diffusa di mitili negli allevamenti regionali. Questo fenomeno era stato collegato alle elevate temperature e alle conseguenti condizioni critiche degli habitat marini. La segnalazione regionale era stata promossa dalle associazioni della cooperazione Agci Emilia-Romagna, Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia-Romagna e Legacoop Emilia-Romagna, che avevano raccolto le prime evidenze direttamente dalle imprese del comparto.
L’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Alessio Mammi, ha spiegato che gli uffici regionali hanno prontamente fornito le indicazioni necessarie, anche attraverso l’azienda sanitaria territorialmente competente, per accertare le cause della moria, quantificare l’entità dei danni subiti e valutare l’attivazione di eventuali misure straordinarie di sostegno.
La situazione attuale si inserisce in un contesto già complesso per la mitilicoltura regionale, che negli ultimi anni è stata colpita da diverse emergenze, tra cui il granchio blu, la mucillagine e l’anossia. La Regione ha assicurato che proseguirà il confronto con le associazioni di categoria e le imprese del settore.