Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Centrale, Mirco Carloni, ha delineato un futuro strategico per il porto di Ancona, indicandolo come potenziale piattaforma marittima dell'Italia centrale. L'intervento è avvenuto ad Ascoli Piceno, durante l'evento del consiglio direttivo dei soci Alis, dove Carloni ha sottolineato come il ruolo di Ancona possa estendersi ben oltre i confini regionali delle Marche, consolidando e ampliando la sua funzione strategica nei traffici marittimi e nella logistica dell'intero bacino adriatico.

Carloni ha evidenziato la necessità di rafforzare i collegamenti e l'integrazione con le infrastrutture logistiche esistenti. Richiamando la funzione storica dello scalo, ha affermato: "Ancona ha sempre avuto un ruolo storico di porta non legata soltanto alla propria città, ma al territorio". Il presidente dell'Adsp ha inoltre ribadito la leadership del porto nel traffico dei mezzi sulle navi traghetto, un primato da "coltivare" e valorizzare.

Ancona: crocevia di rotte internazionali e priorità ferroviaria

La visione di Carloni per Ancona si proietta su una dimensione internazionale. Il porto è concepito come un cruciale punto di connessione tra il Mediterraneo Orientale e il Mediterraneo Occidentale, con direttrici che si estendono verso la Spagna e flussi provenienti anche dalla Turchia.

Un dato significativo a tal proposito riguarda la linea Ancona-Igoumenitsa, dove solo il 27% dei mezzi in transito ha origine italiana, a testimonianza della sua vocazione transnazionale.

La strategia mira a inserire Ancona in una più ampia traiettoria transeuropea, anche attraverso l'intensificazione dei collegamenti con altri porti italiani. In questo contesto, il tema della connessione ferroviaria assume un'importanza fondamentale. Carloni ha sottolineato l'urgenza di recuperare la manovra ferroviaria, un'infrastruttura trascurata negli ultimi anni. Questa riattivazione è strettamente legata all'Interporto, recentemente inaugurato, e alla base logistica di Amazon, che attualmente non dispone di un collegamento su rotaia, limitandone il potenziale logistico.

Sbloccati 100 milioni per lo sviluppo delle infrastrutture portuali

A supporto di questa ambiziosa visione infrastrutturale, l'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Centrale ha ottenuto la riassegnazione di 100 milioni di euro. Questi fondi sono destinati alla realizzazione di sette grandi opere infrastrutturali strategiche per i porti del comparto. Il provvedimento, emanato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha ripristinato le risorse precedentemente stanziate con il decreto interministeriale del 2022, avviando un percorso amministrativo.